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Sanità, i precari dell'ospedale saranno tutti licenziati

Brutte notizie per duecento lavoratori a Catanzaro

Calabria
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L'ospedale "Pugliese" di Catanzaro
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CATANZARO – Il danno oltre la beffa. Il danno è quello che sembra essersi consumato, visto l’esito della riunione di ieri nella sede della Cittadella regionale, tanto sulla pelle dei duecento precari dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, a casa anzitempo a causa di un vincolo di legge che non ammette ulteriori proroghe dei contratti a tempo determinato oltre i 48 mesi. Precari o idonei, la beffa è quella riservata ai lavoratori: da un lato i precari che da anni garantiscono servizi nelle corsie di ospedale ai quali non potrebbe essere rinnovato il contratto, e dall’altro gli idonei delle graduatorie nei concorsi già espletati dall’ospedale e in attesa di un’assunzione che sembra impossibile da concretizzare.

La speranza dura poco, quindi: sul tavolo del commissario straordinario ad acta per la sanità, Saverio Cotticelli, alla presenza del sub-commissario Maria Crocco, che si è insediata ieri, non fanno che confermare la legittimità della decisione operata dai vertici del Pugliese-Ciaccio: il limite dei 48 mesi inderogabile per legge. Inutile, quindi, anche l’appello dei sindacati che erano intervenuti chiamando in causa Cotticelli e accordi diventati carta straccia.

«E’ di alcuni giorni la notizia che rimette al centro dei problemi della sanità calabrese la vertenza dei precari, parliamo di professionisti dei vari profili sanitari che da anni garantiscono i Lea nei presidi ospedalieri degli spoke e degli hub», scrivono Baldari, Giordano e Bartoletti rispettivamente espressione di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl Calabria ricordando l’ultimo l’accordo tra la struttura commissariale guidata dal generale Cotticelli, il dipartimento della salute guidato da Antonio Belcastro e le sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl: «L’accordo dell’otto maggio 2019 prevedeva la proroga di tutti i lavoratori precari fino al 31 dicembre 2019 e questa proroga doveva servire al Commissario Cotticelli per definire i percorsi di stabilizzazione, invece 18 lettere di licenziamento sono state recapitate ad altrettanti lavoratori», ricordano i sindacati.

Invece già da venerdì sono partite le prime lettere di licenziamento indirizzate a due ostetriche e sedici operatori sociosanitari. A settembre, visto che al momento la via d’uscita non sembra essersi trovata, l’elenco dei licenziati arriverà a più venti, per poi superare quota 100 tra ottobre e novembre e chiudere la lista a dicembre con l’ultima tranche di circa 50 lavoratori. L’altra faccia della medaglia è quella dei candidati risultati idonei nei concorsi già espletati dall’ospedale che aspettano lo scorrimento delle graduatorie. Il rischio è quello di far scoppiare l’ennesima guerra tra poveri.

«Non molliamo,​ vogliamo chiarire definitivamente i nuovi scenari che si stanno delineando,​ attraverso risposte immediate da parte del Commissario Cotticelli e immediate assunzioni dalle nostre graduatorie – scrivono gli Oss di Catanzaro e Reggio Calabria -.​ La stessa Corte Costituzionale ha riconosciuto nel concorso pubblico la forma generale e ordinaria di reclutamento per il pubblico impiego,​ al fine di garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione. Le graduatorie costituiscono​ un importante serbatoio a cui attingere per lenire le problematiche della carenza di personale e indispensabili​ per fronteggiare gli imminenti pensionamenti.​ Pertanto diffidiamo qualsiasi forzatura contrattuale».

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