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Sanità in crisi, a Catanzaro assunzioni senza precari

A Castrovillari chiusi anche i ricoveri in Chirurgia

Calabria
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L'ospedale di Castrovillari

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L'ospedale di Castrovillari
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A Catanzaro si prova a superare l'emergenza per l'ospedale attraverso l'assunzione dalle graduatorie esistenti. A Castrovillari, a meno di un mese dalla notizia della chiusura delle sale operatorie, arriva la decisione di fermare anche le attività del reparto di Chirurgia. Sono questi due degli esempi più pratici della confusione che rega sul sistema sanitario calabrese. 

Per quanto riguarda Catanzaro, la comunicazione serale del commissario per il Piano di rientro, Saverio Cotticelli, non cambia l’essenza dell’emergenza che riguarda duecento precari dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” alcuni già licenziati, altri con un piede fuori dalla porta del nosocomio regionale di Catanzaro.

Dopo l’incontro mattutino con il direttore generale facente funzioni, Antonio Mantella, che da giorni lancia l’allarme sull’ospedale al collasso (LEGGI) a causa della fuoriuscita di medici, infermieri e OSS qualificati ed esperti nel “muro” della legge brandita da Cotticelli sull’impossibilità di prorogare i contratti dei precari in servizio allo scoccare dei 48 mesi previsti dalla normativa, si apre qualche crepa.

Dopo aver ricevuto il drammatico report sulla situazione dei Dipartimenti e preso atto del prossimo taglio di posti letti e della chiusura di alcuni reparti, mentre in Regione si allestiva il tavolo tecnico convocato dal presidente della Regione per discutere dei precari licenziati, Cotticelli rifletteva e scriveva. In serata a Mantella arriva l’autorizzazione ad assumere il personale necessario per sei mesi, attingendo dalle graduatorie esistenti. E poiché prima di procedere all’assunzione a tempo determinato di nuovi precari, l’Azienda Pugliese-Ciaccio dovrà procedere ad una rimodulazione interna per garantire i Lea, che se non si raggiungerà spianerà la strada al reclutamento dalle graduatorie degli idonei a tempo determinato, il facente funzioni ha già fissato un incontro con i medici responsabili per domani, un bel venerdì 13.

Un’autorizzazione che sembra non riempire comunque di gioia i vertici del “Pugliese” che non gioiscono davanti alla possibilità di rinunciare a personale qualificato e formato, con esperienza pluriennale, per imbarcare altri precari. In generale sarebbe opportuno un emendamento al “Decreto Calabria” che sciolga il nodo assunzioni, ma a questo ci penserà anche il presidente della Regione Oliverio quando incontrerà l’amico ministro alla Salute, Roberto Speranza. Ma, come ha ribadito nel corso del consiglio regionale, ha già richiesto una riunione urgente sui problemi riguardanti il precariato e il fabbisogno di personale complessivo della sanità calabrese, con riferimento al personale idoneo da procedure concorsuali.

Mentre Cotticelli partoriva il topolino, la soluzione per salvare il “Pugliese” dal collasso, nella Cittadella regionale si lavorava a salvare i precari, e le loro famiglie, dalla strada. All’incontro hanno preso parte il delegato alle politiche sanitarie Franco Pacenza, il dirigente generale del dipartimento Salute Antonio Belcastro, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, i segretari generali del comparto sanità regionale di Cgil, Cisl e Uil, Alessandara Baldari, Luciana Giordano, Elio Bartoletti e i rappresentanti Ubs.Alla luce del dossier prodotto dai direttori di dipartimento del presidio ospedaliero Pugliese Ciaccio, che in modo analitico hanno evidenziato le drammatiche conseguenze derivanti dal licenziamento del personale a tempo determinato con riduzione di posti letto e di prestazioni dei servizi, il sindaco di Catanzaro Abramo si era riservato di valutare l’emanazione di un’ordinanza sindacale per motivi di emergenza sanitaria.

Tornando, invece, all'emergenza di Castrovillari e dell’ospedale “Ferrari”, la circolare, vergata dalla direzione medica su indicazione del direttore dell’unità di Anestesia a seguito di una riunione avuta con tutti i responsabili delle branche chirurgiche, lo dice chiaramente: «Temporaneo blocco dei ricoveri d’elezione per l’area chirurgica».

E la motivazione alla base del provvedimento è, ancora una volta, la carenza di personale all’interno del plesso ospedaliero, nello specifico di medici anestesisti. Il fermo dei ricoveri programmati allo “Spoke” di Castrovillari - a eccezione dei ricoveri d’urgenza, che restano comunque garantiti - perdurerà fino a quando il problema relativo alla mancanza di organico non sarà risolto e, in ogni caso fino, a nuova disposizione della direzione sanitaria.

«Questo anche al fine - si legge nella missiva indirizzata ai quadri dei reparti, oltre che alla dirigente dell’Asp di Cosenza Erminia Pellegrini e al direttore dell’Azienda ospedaliera bruzia Guglielmo Cordasco - di evitare ricoveri meramente diagnostici non seguiti da intervento e, quindi, inappropriati e non risolutivi per l’utente».

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