Il ministro della Salute Grillo con il premier Conte in Calabria

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COSENZA – La prossima settimana inizierà il cammino del decreto calabrese per la sua conversione in legge. Il provvedimento è stato inserito tra gli ordini del giorno in commissione Affari sociali. Ma la situazione non è rosea all’interno delle aziende. Fermo restando che il dg del Pugliese-Ciaccio, Giuseppe Panella resta in carica, c’è da fare i conti con il problema appalti e forniture, che è quello che preoccupa maggiormente gli addetti ai lavori.

SCHEDA: COSA PREVEDE IL DECRETO SANITA’

Sindacati pronti alla mobilitazione

Il 9 maggio sarà il giorno della mobilitazione sindacale unitaria dell’intero comparto sanitario calabrese. Una reazione alla situazione caotica attuale e una presa di posizione relativa a quanto sta accadendo sui territori. La denuncia di Angelo Sposato, segretario generale della Cgil, è rivolta a tutti i colori politici, puntando il dito sulle consulenze milionarie, il regime di sprechi perpetrato da decenni e le connivenze tra politica e ‘ndrangheta nella gestione del sistema sanitario regionale.

«Milioni di euro spesi in consulenze – scrive Sposato – parcelle professionali, decreti ingiuntivi. Milioni di euro spesi per tutt’altro, tranne che per la salute dei cittadini calabresi. Le Asp, negli ultimi venti anni in Calabria, sono diventate il pozzo senza fine della malversazione, delle clientele, dei familismi e della truffe sanitarie. Un fatto deplorevole, trasversale, che non hai mai avuto un solo colore politico. La sanità calabrese, com’era scritto nella prima relazione della commissione parlamentare antimafia sulla ndrangheta – prosegue – è la metafora dell’intreccio e dello scambio politico-mafioso. Come Cgil, insieme alle nostre categorie di settore, abbiamo chiesto le commissioni di accesso alle Prefetture, fatto esposti denunce alle procure antimafia di Catanzaro e Reggio, per verificare la congruità e liceità degli atti e dei provvedimenti amministrativi. La sanità in Calabria è allo sbando, la rete ospedaliera, l’emergenza urgenza, necessitano di medici, infermieri, operatori».

Il punto dolente per Sposato restano le assunzioni, definitivamente congelate. «È urgente sbloccare le assunzioni per il personale necessario o si rischia di chiudere reparti e intere reti sanitarie».

La soluzione? «Il decreto Calabria è operativo, il Governo dia un segnale concreto per sbloccare le assunzioni necessarie, sterilizzando temporaneamente il deficit. La sanità non diventi terreno di lotta politica ed elettorale, basta scontri istituzionali. Si costituisca subito un tavolo permanente (Struttura Commissariale, Regione, parti sociali) per una riforma vera della sanità e per un Piano Socio-Sanitario della Calabria».

Insomma, i sindacati annunciano la mobilitazione e chiedono maggiore dialogo proprio dove discussione non c’è: lo scontro tra Regione e Ministero a botte di comunicati stampa è ormai all’ordine del giorno. L’ultimo è di venerdì, nel solito valzer di accuse sulle responsabilità dello sfascio sanitario calabrese.

La “strigliata” di Tripodi

Michele Tripodi, sindaco di Polistena e primo a denunciare lo “svuotamento” dell’ospedale cittadino, alza la voce contro Grillo e Oliverio. Il sindaco chiede dialogo invece che continua contrapposizioni.

«Assistiamo stupefatti e preoccupati al sovrapporsi delle dichiarazioni del Ministro alla tutela della salute Grillo e del Governatore Mario Oliverio a proposito del decreto sanità per la Calabria. Non è accettabile che invece di collaborare, costoro si facciano la guerra per ragioni politiche mentre i cittadini calabresi ogni giorno continuano ad avere sempre meno garantito il diritto alla salute. La sanità calabrese – prosegue Tripodi – che già paga lo scotto di anni di inadeguatezza delle classi dirigenti nonché dei commissariamenti avvicendatisi, oggi si ritrova con assunzioni bloccate, ospedali a corto di personale e di strumenti operativi, apparecchi per la diagnostica vecchi o rotti, zero investimenti previsti sulle strutture pubbliche esistenti. O si interviene realmente su questi problemi oppure vuol dire che si sta perdendo tempo prezioso facendo prevalere ancora lo stesso scaricabarile del passato. E’ infatti – conclude Tripodi – proprio sulla demolizione e denigrazione costante della sanità pubblica e sulla conseguente limitazione del diritto alla salute dei cittadini che in Calabria taluni hanno costruito i loro imperi economici e le loro clientele».

SULL’EDIZIONE CARTACEA DI OGGI DEL QUOTIDIANO DIVERSI APPROFONDIMENTI SUL TEMA DELLA SANITA’

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