Alcuni danni dovuti alla recente esondazione di un torrente a Pizzoni

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CATANZARO – L’appello non è nuovo ma in queste ore assume tutta la sua drammatica attualità, a farlo è il Codacons che chiede «l’immediata bonifica degli alvei dei corsi d’acqua, anche attraverso l’impiego del Genio militare».

A mettere in luce la gravità della situazione nell’agosto del 2016, quindi ben prima degli eventi di questi ultimi mesi, era stato il capo della Protezione civile calabrese Carlo Tansi (LEGGI LA NOTIZIA) che aveva parlato del rischio di una carneficina se non si fossero puliti i fiumi, ora il Codacons rilancia l’appello rivolgendosi «alle Procure della Calabria» affinché vengano disposte «le opportune verifiche per accertare il comportamento omissivo tenuto dai sindaci e dalla Regione Calabria».

«Ci troviamo dinnanzi una situazione di concreto pericolo – sostiene il Codacons – sia per l’ambiente ma anche per la salute pubblica era il disperato appello rivolto dal Codacons alla Regione ed ai sindaci calabresi lo scorso primo agosto. Una diffida a provvedere alla messa in sicurezza del territorio ed alla bonifica dei torrenti e dei fossi minori. Non bisognava essere dei veggenti per immaginare che le prime piogge autunnali avrebbero provocato danni, visto che lungo i corsi d’acqua si rinviene di tutto, dai materiali di risulta ai materassi, dai pneumatici alle lastre di amianto. Poiché, oramai, non si sente parlar d’altro che di “bombe d’acqua improvvise” (LEGGI IL RECENTE CASO DELLA BOMBA D’ACQUA NEL CATANZARESE), pensavamo fosse doveroso passare dalle parole ai fatti ed eseguire seri interventi di bonifica, senza attendere il verificarsi di tragedie. Tragedie che, com’è tristemente noto si sono verificate. Basta rammentare quanto è accaduto a San Pietro Lametino, dove il 5 ottobre scorso hanno perso la vita, per un giorno di pioggia, una giovane mamma ed i suoi due bambini (LEGGI LA NOTIZIA)».

Rispetto all’appello caduto nel vuoto nell’estate appena trascorsa, il Francesco Di Lieto, vicepresidente del Codacons, ricorda che ci sono state «solo belle parole pronunciate davanti alle telecamere accese. E così oggi siamo alla conta dei morti e dei tantissimi danni alle abitazioni, alle attività commerciali, ai beni, alle coltivazioni ed ai terreni. A livello nazionale avevamo chiesto di spostare i fondi destinati all’acquisto dei costosissimi (quanto inutili) aerei F35, sulla messa in sicurezza del territorio. Stanchi di assistere alla solita litania, ogniqualvolta piove, alle solite facce che si costernano, s’indignano, s’impegnano e poi gettano la spugna con gran dignità, abbiamo deciso di depositare una denuncia nei confronti di quelli che riteniamo essere i veri responsabili delle morti e distruzioni che si verificano in questi giorni».

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