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Gino Strada

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«Il Covid ha messo in luce le fragilità del nostro sistema sanitario: per diversi anni si è smantellata la sanità pubblica, ci sono stati tagli regolari e ripetuti ad ogni Finanziaria, blocco delle assunzioni per i medici, chiusura di ospedali, in Calabria ne sono stati chiusi 18 per esempio».

Gino Strada, fondatore di Emergency, non ha peli sulla lingua e durante la trasmissione Mezz’ora in più, in onda su Raitre con la conduzione di Lucia Annunziata, torna sul problema della Sanità in Italia, ma soprattutto in Calabria dove Emergency è stata chiamata dal Governo Conte a dare una mano.

I tagli alla Sanità e la chiusura degli ospedali, come avvenuto in Calabria, è avvenuto «mentre c’era una massiccia invasione del privato della sanità: una volta avevamo un ministro della Sanità pubblica ora della Salute, non so se è un augurio o un brindisi. Io penso che la sanità pubblica e privata dovrebbero essere rigorosamente divise e che non ci debba essere interazione».

«Capisco che un investitore voglia investire nella Sanità, è l’unico mercato a rischio zero, perché tutti più o meno avremo bisogno delle cure mediche in vita nostra – ha proseguito Strada – ma è utile oppure è dannoso per il cittadino che per funzionare la medicina privata attinga fondi dalla sanità pubblica? Ogni anno spariscono 25-30 miliardi di euro che dalla sanità pubblica si spostano verso la privata».

E per quanto concerne la specificità della Calabria «è un esempio incredibile: il 70%, e forse anche più, delle risorse regionali vengono spese per la sanità: ma queste risorse vanno tutte nel privato e la sanità in Calabria e non solo, perché non è un problema solo calabrese, viene progressivamente depauperata e quando ci si trova a far fronte ad una emergenza i nodi vengono al pettine e i limiti si evidenziano».

Riguardo la Calabria l’ideatore di Emergency ha, altresì, chiarito: «Ho accettato di andare in Calabria perché mi è stato chiesto dal Governo e dalla Protezione civile, abbiamo messo in piedi un secondo reparto Covid nell’ospedale di Crotone; stiamo attrezzandoci per potenziare il sistema delle Usca, ho parlato con il commissario Longo, persona con molta voglia di fare, e siamo in attesa di capire se possiamo fare qualcosa in più, se c’è qualche altro tipo di intervento che possiamo fare, credo ne riparleremo nei prossimi giorni, nelle prossime settimane».

Inoltre, Strada ha voluto ricordare che Emergency interviene «in Italia da 13 anni con poliambulatori fissi e mobili, anche nella prima fase dell’emergenza Covid. È un lavoro mirato a quelli che non hanno accesso alla sanità che non sono solo migranti ma anche italiani», ha aggiunto.

Rispetto all’accoglimento polemico da parte del presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì, Strada ha precisato che «quando il presidente facente funzioni della Calabria ha detto che a Polistena non abbiamo dato una mano, ha detto una cosa assurda: lui abita a 3 km da lì ma non è mai andato a vedere il poliambulatorio; poi un medico non può entrare in una struttura e dire ‘posso dare una mano’, la legge non lo consente».

In ogni caso Gino Strada ha rivelato, concludendo: «Comunque sottotraccia abbiamo trattato centinaia di migliaia di persone in questi anni in Italia».

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