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Il presidente f.f. Nino Spirlì

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Con il passaggio in fascia arancione della Calabria, il presidente f.f. Nino Spirlì sta progressivamente revocando alcune delle restrizioni che fino ad oggi avevano limitato la vita dei calabresi. L’ultimo passo in termini di tempo fatto da Spirlì riguarda caccia e pesca che «tornano a essere consentite, secondo precise modalità» nel territorio regionale.

La nuova ordinanza, la numero 94, emanata da Spirlì, infatti, prevede che per i cacciatori e i pescatori (sportivi e dilettanti) sarà possibile riavviare le attività, seppur con alcune accorgenze e alcune limitazioni.

«Il rispetto che cacciatori e pescatori – ha commentato lo stesso Spirlì – hanno sempre dimostrato nei confronti dell’ambiente, unito alla rassicurazione circa il loro comportamento responsabile e rispettoso delle direttive dei governi centrale e regionale, mi hanno spinto ad accogliere le richieste pervenutemi negli ultimi giorni da parte dei vari rappresentanti di categoria. In un periodo di grande tensione, dovuto anche all’isolamento forzato, poter svolgere attività all’aria aperta e in pieno contatto con la natura non può che essere salutare».

LA CACCIA

Per quanto riguarda la caccia, «Ferme restando le misure statali e regionali di contenimento del rischio di diffusione del virus già vigenti», il provvedimento consente, fino a nuove determinazioni e all’adeguamento a un’eventuale nuova classificazione, lo svolgimento dell’attività venatoria «in quanto stato di necessità per consentire l’equilibrio faunistico-venatorio, limitare i danni alle colture, nonché il potenziale pericolo per l’incolumità pubblica».

Sotto questo punto di vista, «la caccia sarà permessa nel comune di residenza; nell’Atc di residenza venatoria; nei distretti di iscrizione per il prelievo degli ungulati anche situati in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione. L’attività venatoria è inoltre «limitata ai soli residenti in Calabria e potrà essere svolta solo in forma individuale e nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento».

LA PESCA

Quanto alla pesca sportiva e dilettantistica, sono entrambe consentite «nel comune di residenza o nei comuni limitrofi nel caso non sia possibile lo svolgimento nel comune di residenza».

Le autorità competenti verificheranno il rispetto delle misure previste dalla nuova ordinanza e potranno applicare sanzioni da 400 a mille euro in caso di violazioni.

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