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COSENZA – Tre giornate dedicate all’arte. Nelle sue molteplici manifestazioni. Per soggetto la donna, il femmineo. E le infinite sfumature assunte dall’universo in rosa. 

Promette bene la rassegna “Salomè” ideata e messa su dall’associazione (tutta al rosa) “Le sei Sorelle”,  presentata ieri mattina nel foyer del teatro dell’Acquario dove la tre giorni avrà luogo. Venticinque, ventisei e ventisette ottobre prossimi. Teatro, cinema, musica, poesia, immagine, parola. Shekerati dal movente comune dell’abbattimento dei confini, dell’unione umana prima che artistica, del veicolare attraverso il vigore emotivo dell’espressione creativa tutta la volontà plurale di una tensione al bello, al migliore. 

Lo ha spiegato Francesca Florio (del direttivo dell’associazione), nel corso della mattinata, dopo il benvenuto di Carlo Antonante Bugliari dell’Acquario, anticipando la presentazione del programma ai presenti: “Mi vengono in mente tre parole che danno sembianze allo spirito dell’iniziativa: curiosità, desiderio, azzeramento delle distanze. La curiosità stimolata dal bisogno di comunicare attraverso la cultura; il desiderio, che diventa forza operativa, di fare insieme delle cose senza paura; l’abbattimento delle distanze in un momento storico e sociale in cui ci si sente lontani. Lo spazio, fisico e sensibile, è quello dell’arte in tutte le sue forme”.

Contenuti, tematiche e struttura delle proposte sono state snocciolate da Francesca Marchese, una delle anime dell’associazione. Un programma variegato ed originale, dedicato al monologo femminile e diramato in diverse direzioni. Sei sezioni previste: monologhi teatrali, cortometraggi, arti visive, danza, musica, scrittura drammatica. Il clou degli eventi nelle prime serate dei tre giorni, dalle 20.30, con le rappresentazioni dei monologhi a cura di attori e scrittori della scena locale e nazionale e la proiezione (nella serata conclusiva) di corti cinematografici di caratura internazionale allestita in collaborazione col cineforum “falso movimento” di Giuseppe Scarpelli. Precedenti alle messinscena e alla visioni, conversazioni tra drammaturghi, attori, giornalisti, pubblico presente, incorniciate da installazioni fotografiche. Da segnalare il carattere popolare (nell’accezione nobile del termine) dell’iniziativa e la partecipazione selezionata tramite bando pubblico. 

Un connubio, quello delle “Sei sorelle” e il “Centro Rat”, consolidato nel tempo e produttivo di iniziative, allestimenti, eventi, dibattiti. Perché arte e cultura non siano di nicchia o a retaggio dei soliti noti quindi monopolizzate, ma rese fruibili a largo raggio. E allora, sipario.  

 

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