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CATANZARO – Il respiro dell’Argentina sull’eco di un nostalgico “Malambo” . In scena al teatro Politeama di Catanzaro “Gauchos”: ultimo lavoro firmato dai ballerini e scenografi argentini Adrian Aragon ed Erica Boaglio. E così, eccola l’Argentina cantata, ballata, invocata e evocata. Ed è una sorta di spartito che unisce l’Argentina di ieri e quella di oggi. Sul palcoscenico con Adrian e Erica, danzatori ma anche musicisti. Si inizia. 

Tre vele sospese sul fondale attendono il suono struggente di un bandoneon. Struggente come l’amore ballato sulle note di un malambo sensuale e senza tempo. Poi, quelle tre vele sospese sul fondale sembrano fazzoletti bianchi quando sul palco la danza si fa corale e il canto di un uomo ti pare un inno d’amore alla terra, ritmato da due tamburi e un tamburello che danza con la suonatrice. Blu, bianche…Si danza. Si canta. E nel dipanarsi di questa trama, le vele si tingono di rosso quando arriva un passo a due. Sembra una milonga vorticosa. Malambo, echi di milonga e di tango, danza di Gauchos e ritmi come battiti. Come dire: il respiro dell’ Argentina soffia sul palcoscenico. Anche nel saluto finale con tutti i protagonisti sul palco. 

La stagione del Politeama prosegue ora giovedì 5 e venerdì 6 con l’attesissimo “Amarcord”.«Lo spettacolo – balletto è liberamente ispirato all’omonimo film di Federico Fellini in cui il celebre regista ricorda/reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni Trenta – si legge sul sito del Politeama – Proposto per la prima volta nel 1995 al Teatro San Carlo di Napoli, Amarcord ha riscosso straordinari successi anche in America e nei più grandi teatri europei». Protagonisti: Rossella Brescia nel ruolo di Gradisca e Nicolò Noto nei panni di Titta (alter-ego del Fellini adolescente). 

Lo spettacolo è suddiviso in due atti e quattordici scene. Luciano Cannito, firma coreografie e regia. Ed è Cannito ad aver scelto per le musiche, la colonna sonora originale di Nino Rota, pezzi di Glenn Miller e non solo. Da non perdere.

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