Salta al contenuto principale

I "precari affettivi" raccontati dal regista reggino Fabio Mollo nel film "Il padre d'Italia"

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Il regista Fabio Mollo
Tempo di lettura: 
3 minuti 49 secondi

PAOLO e Mia, “precari affettivi” sono i protagonisti di “Il Padre d’Italia” seconda opera del regista Fabio Mollo. Il film, a quattro anni da “Il Sud è Niente”, arriva nelle sale da giovedì 9 marzo con Good Films. Protagonisti Isabella Ragonese e Luca Marinelli. Il tema della paternità ritorna, ma da un’altra prospettiva.

«In “Il Sud è Niente” - dice Mollo - avevo provato a raccontare tutto dal punto di vista della figlia, qui invece ho provato a farlo da quello del genitore. Per me era importante parlare di una generazione, nel momento delicato in cui si smette di essere figli e si diventa genitori».

Paolo solitario e dolente, Mia incinta di sei mesi e tanto esplosiva quanto problematica, si trovano e si cambiano in un “on the road” da Torino a Reggio Calabria. Attraversano l’Italia. Da Nord a Sud. «Paolo si lascia contagiare e trasportare da Mia in un viaggio dove riabbraccia il tema della paternità che aveva abbandonato perché omosessuale», ha spiegato il regista. 

L’attesa per il nuovo film, sostenuto anche da Calabria film commission e che avrà una serata dedicata domenica 5 al Cinema Modernissimo di Cosenza, c’è tutta. Saranno presenti lo stesso regista e Isabella Ragonese. Del resto, Mollo, nato a Reggio Calabria classe 1980, è già riuscito a ritagliarsi un posto al sole nell’elitario mondo della Celluloide. Quattro anni a Londra dove nel 2002 si laurea in “Visual Theory: Film History alla University of East London. Poi, il lavoro sul campo. Dal premiato “Troppo Vento”, nel 2003 che gli vale l’ammissione al corso di Regia del Centro sperimentale di Cinematografia di Roma a “Giganti”, menzione speciale per la regia ai Nastri d’Argento. Nel 2013 l’esordio col lungometraggio. “Il Sud è Niente” ottiene, tra gli altri riconoscimenti nazionali ed internazionali, la candidatura come Miglior Regista Esordiente ai Nastri d’Argento. Tra il 2015 e il 2016, Mollo segue il regista Paolo Sorrentino durante le riprese della serie TV “The Young Pope”, prodotta da Wildside per HBO e SKY, finalizzando per loro conto il Behind the Scenes e un documentario dal titolo “The Young Pope – a Tale of Filmmaking”.

 

Oggi l’attesa è tutta per “Il Padre d’Italia” e non solo. Perché, Mollo ha anche finito le riprese di “Renata Fonte” con Cristiana Capotondi in onda in autunno su Canale 5, un lavoro dedicato all’assessore di Nardò  uccisa il 31 marzo 1984.

“Il Padre d’Italia” può dirsi una storia d’amore in the road?

«Assolutamente sì. Ci sono due personaggi principali, Paolo e Mia, che si conoscono e  intraprendono un viaggio vivendo una storia d’amore attraversando l’Italia».

Ha detto che per questo film si è ispirato a “Una giornata particolare” di Ettore Scola e “Il ladro di bambini” di Gianni Amelio…

«Beh sì. Scola è stato un grande maestro e  “Una giornata particolare” è uno dei miei film di riferimento fin dalla scuola di Cinema. Amelio, a mio avviso, più di altri ha saputo raccontare la paternità e “Il ladro di bambini” è una grande opera”».

Amelio è calabrese come lei. Nel film, però, c’è anche un omaggio musicale a Loredana Bertè “Il mare d’inverno” e “Non sono una signora”...

«In Calabria abbiamo girato alcune scene a Bagnara, Palmi e Gioia Tauro e la Bertè in un certo senso  ha ispirato il personaggio di Mia, interpretato da Isabella Ragonese».

Il film arriverà nelle sale giovedì 9. Cosa si aspetta?

«Mi aspetto che il pubblico si emozioni così com’è accaduto all’anteprima. Mi aspetto condivisione, emozioni e spero sia anche occasione per una riflessione sulla mia generazione».

Una generazione che fa di conto col precariato. Mi vengono in mente le parole di Erri De Luca: “L’apprendistato è un valore, il precariato no”...

«Il mio non è un film sul lavoro, Paolo e Mia vivono una precarietà emotiva. Li potremmo definire precari affettivi, si aggrappano l’uno all’altro».

E, invece, chi è Fabio Mollo?

«Professionalmente? Sono un regista italiano che ha fatto molta gavetta e ha scritto per diverso tempo. Poi, quattro anni fa   “Il Sud è Niente”   mi ha reso molto orgoglioso. Ora sono al secondo film…Per la televisione, invece, lunedì scorso ho ultimato le riprese di “Renata Fonte” con Cristiana Capotondi. Andrà in onda in autunno su Canale 5».

Un calabrese che ha vissuto quattro anni a Londra e ora è di stanza a Roma?

«Sono molto legato alla Calabria ed ho fatto diverse cose. Oggi, però, mi reputo un cittadino del mondo».

E se non avesse fatto il regista?

«Non so perché ma da piccolo mi piaceva il benzinaio».

Fabio Mollo in tre aggettivi?

«Molto paziente, auto ironico e distratto».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?