Salta al contenuto principale

Moira, la talentuosa pianista vibonese che negli Usa

combatte a suon di musica l’intolleranza razziale

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Moira Lo Bianco
Tempo di lettura: 
2 minuti 18 secondi

LA musica che insegna il rispetto, l’uguaglianza, la tolleranza e l’inclusione sociale. Un messaggio forte che viaggia sulle note di un pentagramma inarrestabile, tanto suadente quanto dirompente. Perché anche questo può far comprendere che la diversità di razze, credo e colore della pelle rappresenta una ricchezza in un mondo che, a volte, sembra viaggiare nella direzione opposta, animato dall’odio delle parole in cui trovano terreno fertile i comportamenti xenofobi, spesso fomentati da slogan che vengono propinati, a cadenza fissa, da esponenti politici. E la musica può dare un importante e prezioso contributo per invertire questa tendenza. Ne è fortemente convinta Moira Lo Bianco, giovane e talentuosa compositrice e pianista di Vibo Valentia che da anni vive ormai negli Stati Uniti e la cui carriera è in costante ascesa. L’insediamento alla Casa Bianca, di Donald Trump causa un forte cambio di rotta della politica Americana, favorendo l’escalation di episodi di violenza, basati sulla mentalità della “White Supremacy” dice Moira Lo Bianco.

Le comunità Latine, Arabe e quelle definite “Brown” hanno particolarmente subito una forte discriminazione, nonostante siano proprio queste a partecipare allo sviluppo economico del Paese, svolgendo quei lavori umili che gli americani non vogliono più fare (e ciò ricorda molto la situazione italiana). Il clima politico, a sentire Moira Lo Bianco, non è buono negli Usa, e a qui la sua iniziativa di valorizzare attraverso una serie di progetti musicali le minoranze etniche attualmente colpite dalla politica di Trump. Il 21 agosto infatti è uscito il singolo “Alma”, per piano e percussioni (feat. Marcello Pellitteri) in cui la Lo Bianco esplora le sonorità latine. Il 3 settembre scorso è uscito ‘Sarabande’, per piano e violoncello, (feat. Naseem Alatrash) in cui vengono valorizzate le sonorità arabe.

Attualmente Moira sta ultimando il disco “Graveside Bouquet” con il cantante Bengali Tomal Hossain, dedicato all’opera del poeta Kazi Nazrul Islam. Infine, ad ottobre la talentuosa artista vibonee presenterà assieme al suo collaboratore Quentin Chiappetta “Suite For A Steel Garden”. Il duo, conosciuto come “diod”, presenterà la composizione al Queens Museum, sintetizzando con il piano e l’elettronica la ricchezza culturale e musicale del Queens, mescolando le sonorità tipiche ed identificative delle minoranze etniche presenti negli Usa. Questo progetto ha ricevuto il Qca Grant, sponsorizzato dal Nyc department of Cultural Affairs. Il senso del messaggio di Moira dunque è chiaro: «La musica unisce, la musica è tolleranza e la ricchezza di stili è la sua forza. Il suo è un’onda dirompente che prima o poi farà breccia nelle menti delle persone perbene. Trump sta invece inculcando la paura del diverso, dello straniero, dell’odio e questo lavoro discografico, nel suo piccolo, rappresenta la volontà a opporsi a tutto questo clima, a far comprendere che siamo tutti uguali e che la diversità è un’occasione per migliorare tutti, anche chi sembra senza speranza».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?