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La locandina del film

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UN racconto privato e insieme una pagina di storia italiana. Salvo modifiche al calendario, “Padrenostro” di Claudio Noce dovrebbe aprire, il 4 settembre, il drappello dei film tricolore in concorso alla 77esima edizione della Mostra del cinema di Venezia (che inizia domani). In gara ci sono anche “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, “Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli e “Notturno” di Gianfranco Rosi, ma a questo titolo di Noce si guarda con particolare emozione dalla Calabria, set non soltanto geografico del film, ma soprattutto luogo dell’anima.

Il regista, originario di Crotone, ha dedicato questa pellicola autobiografica alla vita del padre Alfonso, vicequestore e responsabile della sezione antiterrorismo in Lazio, che nel 1976 a Roma subì un attentato da parte dei Nuclei Armati Proletari. Sullo schermo ha il volto e la personalità di Pierfrancesco Favino (anche coproduttore del film), capace di dividere la scena con due giovanissimi, Mattia Garaci e Francesco Gheghi: il primo è l’alter ego cinematografico dello stesso regista, dieci anni all’epoca del drammatico evento che avrebbe segnato la sua famiglia, il secondo un coetaneo scontroso e ribelle con cui il piccolo protagonista stringerà un’amicizia importante in quei difficili anni.

Girato quasi interamente in Calabria con il sostegno della Film Commission, “Padrenostro” utilizza il genius loci come metafora di salvezza e rinascita. Non è un caso che l’unica ambientazione cittadina sia quella romana dell’attentato, mentre tutti i siti calabresi siano selvaggi e di respiro naturale come Palmi, Scilla, Riace, Stignano, i boschi silani e il lago Arvo. Luoghi legati all’infanzia del regista, che da bambino trascorreva le vacanze estive qui, nella terra del padre. Proprio questa connotazione affettiva permette, per una volta, di identificare la “metà buona” della vicenda – il mondo innocente dei bambini contrapposto a quello rappresentato da un’umanità adulta spietata e violenta – con una Calabria libera dall’etichetta della criminalità. Al pubblico della Mostra Claudio Noce presenterà un territorio felice, bello da vedere e sano nei suoi valori.

Il regista 45enne è ospite abituale al Lido: nel 2009 l’opera prima “Good Morning Aman” era stata inserita nella Settimana della Critica, poi ritorna nel 2014 in concorso per la selezione ufficiale con “La foresta di ghiaccio” e adesso ci riprova con “Padrenostro” e l’asso Favino. Nel cast anche Barbara Ronchi e altri pezzi di Calabria, lo scenografo Paki Meduri (pluricandidato a Nastro d’Argento e David) e l’attore catanzarese Francesco Colella, reduce da “Aspromonte” di Mimmo Calopresti.

Nel trailer di “Padrenostro” ci sono immagini vintage anni Settanta, telegiornali in bianco e nero, cieli azzurri, pistole giocattolo e ragazzi che giocano a pallone. Il film arriverà nelle sale il 24 settembre, distribuito da Vision, e l’auspicio è che lo faccia portando in dote qualche premio veneziano.

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