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II divisione, il Cosenza non ci sta
e ricorre all'Alta corte del Coni

Calabria

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COSENZA – Senza ancora un minimo progetto di squadra, con le idee confuse sul futuro, senza aver ancora una minima idea di quando inizierà la preparazione, senza allenatore e con la possibilità fortissima che tutto vada in frantumi perché il tempo scorre inesorabile e nel calcio i ritardi ti puniscono inesorabilmente, la Nuova Cosenza Calcio ha deciso di presentare ricorso all'Alta corte di giustizia sportiva del Coni contro la mancata ammissione in Seconda divisione al posto della Vallèe d'Aoste, non in regola con la struttura sportiva in cui giocare le gare casalinghe in quanto al di fuori della propria regione. La società ha affidato il mandato all'avvocato Alessandra Stalteri di Bologna e intanto ha incontrato il sindaco Occhiuto affinché interceda per la causa rossoblù (il primo cittadino avrebbe preso un appuntamento con il presidente Figc Abete per lunedì). L'obiettivo sarebbe quello di puntare all'esclusione dei valdostani per irregolarità nell'iscrizione, anche se il ricorso si dovrà articolare in maniera inappuntabile. Intanto, però, il Consiglio Federale si è pronunciato a favore e appare molto improbabile che le ragioni dei rossoblù possano trovare soddisfazione. A meno, naturalmente, di interventi politici all'interno del Palazzo del calcio. L'attesa, comunque, farà perdere ancora tanto tempo, ma una certezza assoluta c'è: se non cambia qualcosa nei prossimi giorni, si annuncia un'altra stagione di grandi sofferenze per il calcio cosentino.

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