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A vent'anni dall'incidente che lo uccise
il Cosenza ricorda Massimiliano Catena

Calabria

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COSENZA - Pioveva a dirotto l'1 ottobre 1992. E quella curva in fondo alla galleria tra gli svincoli di Spezzano Albanese e Tarsia della Salerno-Reggio Calabria si è trasformata in una trappola mortale per un personaggio che gli sportivi non dimenticano. Sono passati vent'anni dalla scomparsa di Massimiliano Catena, calciatore del Cosenza vittima di quell'impatto drammatico a bordo della sua Volkswagen Golf, mentre tornava dai compagni di squadra dopo essere stato al capezzale del padre gravemente malato.

Era un centrocampista dal cuore grande e pochi giorni prima della morte si era tolto lo sfizio di segnare un gol da cineteca con tiro da fuori area nella porta che oggi si trova sotto a quella curva dello stadio San Vito costruita in seguito e oggi intitolata proprio al calciatore che in rossoblù ha disputato 72 gare di serie B, dopo essere emerso dalle giovanili del Torino e transitato dalla Reggiana.
Domenica, alla vigilia dell'anniversario, prima dell'inizio della sfida di campionato tra Cosenza e Ribera, si svolgerà una cerimonia alla quale parteciperanno la mamma di Massimiliano, il fratello Fabio con suo figlio, Massimiliano jr. I calciatori di entrambe le squadre scenderanno in campo con una t-shirt celebrativa, che sarà poi venduta al prezzo simbolico di 15 euro, con l’intero ricavato che sarà devoluto all’Associazione Gianmarco De Maria di Cosenza, presente domenica allo stadio, con i suoi volontari impegnati ogni giorno nei reparti pediatrici dell'ospedale bruzio. 
an. gua.

 

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