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Il Montalto accusa: razzismo in campo a Cosenza
«Hanno zittito Okoroji chiamandolo negro di m...»

Calabria

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MONTALTO UFFUGO (Cs) – La storica vittoria sul campo del Cosenza ha confermato lo straordinario stato di forma del Montalto. 

Una partita macchiata dalle tante polemiche che hanno preceduto la partita, continuate domenica anche sul campo. In casa Montalto, anche il giorno dopo non riescono a darsi una motivazione a quanto accaduto. Nessun dirigente e tesserato rossoblu ha accolto gli ospiti, nessun saluto a fine partita. L’unico è stato Francesco Candelieri che si è complimentato con il ds biancoceleste Ennio Russo. Sguardi in cagnesco sul terreno di gioco prima della partita, saluti particolarmente freddi tra colleghi. Durante la partita dalla panchina sono volati insulti per tutti i novanta minuti: il più bersagliato è stato Roberto Occhiuzzi. «Smettila di fare il fenomeno, che adesso tu nei sei nessuno. Qui a Cosenza non è più come una volta!». E dire che il “Principe”, prima del fischio d’inizio, si è andato a prendere gli applausi della curva Bergamini, alla quale ha portato in dono un t-shirt con la scritta “Grazie di cuore (disegnato con un lupo all’interno)”, in riconoscenza del rispetto che il popolo rossoblu ha sempre avuto nei suoi confronti. Sempre dalla panchina rossoblu insulti verbali sarebbero stati rivolti ad Alessandro Crescibene e all’allenatore dei portieri Franco Viola, il quale non l’ha mandata giù: «È stata una provocazione continua. Non ho reagito per il grande rispetto che porto nei confronti del padre di questo soggetto. Il Cosenza meriterebbe di essere rappresentato in modo più decoroso...».

Ma l’episodio più grave lo avrebbe subito il difensore centrale biancoceleste Henri Ndubueze Okoroji. Prima sul campo durante la partita, poi a fine gara nel sottopassaggio quando il colored del Montalto, uscito per infortunio dopo soli tre minuti del secondo tempo, aspettava i compagni di squadra per festeggiare la vittoria. Durante la partita un “semplice” «negro» rivolto a Okoroji, mentre dopo il triplice fischio, il difensore nigeriano nato a Opkala il 12 aprile 1984 si è sentito urlare «Tu statti cittu, su nivuru i me...», in dialetto cosentino (Tu stai zitto, questo nero di me...). Testimoni dell’accaduto diversi tesserati del Montalto e alcuni calciatori del Cosenza, i quali hanno cercato di riportare la calma. Una notizia, questa, circolata anche negli ambienti della tifoseria rossoblu, la quale non avrebbe gradito affatto. Pare che la frase più grave, quella a fine gara, sia stata pronunciata da uno degli under cosentini presenti nella distinta. Inqualificabile episodio giunto a coronamento delle evidenti tensioni giunte dalla panchina rossoblu per tutta la partita.

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