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Volley, Callipo: «Sì con riserva»
Ma la squadra giocherà in A1

Calabria

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VIBO VALENTIA - «Se siamo qua è un sì con riserva». Il presidente Pippo Callipo non scioglie i dubbi, ma ormai sembra tutto chiaro e definitivo. La Tonno Callipo Vibo Valentia sarà ancora ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie A1. Troppo importante Vibo, massima espressione pallavolistica del meridione italiano, per essere perduta. Lo sa bene la Lega Volley, con in testa il suo presidente Diego Mosna arrivato a Vibo per manifestare il proprio sostegno all’amico Pippo Callipo. Non ha dato una risposta certa e precisa la conferenza stampa di oggi pomeriggio. Non l’ha data perché ci sono ancora dei dettagli (fondamentali) che devono andare in porto. Pippo Callipo non si sbilancia: «Stiamo valutando, non siamo qua per occupare spazi sui giornali o per farvi perdere tempo. Stiamo valutando seriamente». Ma su quali questioni Callipo dovrà ponderare la scelta di rimanere ancora nell’olimpo del volley. Le ragioni le spiega in maniera chiara e convincente Diego Mosna, presidente della squadra più vincente di volley al mondo degli ultimi cinque anni, oltre che numero uno della “confindustria” del volley italiano: «Non possiamo permetterci di perdere una realtà come la Tonno Callipo, un’importante società, seria, la più importante realtà del sud. Noi non siamo una lega territoriale, ma di tutto il paese». Il futuro della Tonno Callipo è così appeso non, come si suol dire, ad un filo, ma a due. E Mosna argomenta il sostegno concreto all’amico Pippo: «Insieme alla Fipav stiamo ragionando sull’ipotesi di istituire un fondo paritetico di sostegno alla società giallorossa. La Fipav – ha sottolineato Mosna - non ha detto di sì, ma mi sembra di poter dire che c’è una predisposizione positiva a questa cosa». E poi c’è da considerare l’altro aspetto, prettamente tecnico: «Vogliamo mettere a disposizione della Callipo Volley i talenti delle giovanili. È arrivata una risposta affermativa da parte delle società che hanno vivai floridi come Trento, Macerata e Cuneo. Può essere tanto o poco, ma noi vogliamo fortemente che il presidente Callipo ritorni sulle sue idee».

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