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Stangata sul Catanzaro, Germinale fermo 5 turni 
Presidente duro coi tifosi: A casa chi sfoga rabbia

Calabria

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E' UNA stangata quella che il giudice sportivo riserva al Catanzaro, dopo le tensioni registrate nella partita di domenica contro il Pisa, sfida di vertice nel girone B di Prima Divisione. Sulla base del referto dell'arbitro, sono state inflitte cinque giornate di squalifica a Domenico Germinale, alle quali si aggiunge una sanzione per la società.

L'attaccante giallorosso è accusato di aver "colpito con un calcio alla testa un avversario che si trovava a terra". L'arbitro ha sanzionato il giocatore mostrandogli il cartellino rosso ma poi, secondo quanto ha scritto il giudice sportivo nella motivazione della squalifica, Germinale avrebbe reagito rivolgendo all'arbitro "reiterate frasi offensive". 

La società giallorossa paga poi per le intemperanze dei tifosi. 

durante la 

Si contesta infatti che i sostenitori giallorossi "durante la gara lanciavano sul terreno di gioco in direzione dell'arbitro e di un assistente arbitrale numerose bottigliette d'acqua semipiene, una delle quali colpiva alla schiena l'assistente arbitrale senza ulteriori conseguenze". Ma il resoconto racconta che persino un addetto alla sicurezza al termine della gara ha avvicinato un assistente dell'arbitro offendendolo ripetutamente. Per queste ragioni, il giudice sportivo ha condannato il Catanzaro a pagare 7.500 euro di multa. 

 

Evitata la squalifica per il tecnico Brevi e il suo vice Passariello che pure erano stati allontanati dal campo per proteste. Sconterà un turno, invece, Vitiello, ma era una decisione scontata in seguito alla doppia ammonizione.

Dura la nota con la quale il presidente della società Giuseppe Cosentino condanna le intemperanze dei tifosi: «Spiace rilevare come ancora una volta la società venga pesantemente penalizzata dai comportamenti stupidi di alcuni pseudo tifosi. A fronte dei notevoli sforzi economici messi in campo per allestire una squadra competitiva, anche con il contributo degli abbonati delle migliaia di sostenitori che ogni domenica pagano il biglietto, continuiamo ad essere penalizzati proprio da chi dovrebbe venire allo stadio per supportarci. Non possiamo tollerare comportamenti di singoli irresponsabili che procurano pesanti danni economici alla società, oltre che restituire un'immagine della tifoseria non all'altezza della sua maturità della sua storia gloriosa. Noi vogliamo uno stadio pieno di tifosi che vengano ad incitare  la squadra con i cori e le bandiere, vogliamo al "Ceravolo" le famiglie, tante ragazze, tanti ragazzini: resti a casa chi pensa di venire allo stadio per sfogare stupidamente la propria rabbia lanciando oggetti in campo, facendo esplodere petardi o insultando i dirigenti delle squadre ospiti. La nostra società non vuole soltanto riportare il Catanzaro nel calcio che conta a livello sportivo, ma vuole anche rilanciarne un'immagine che negli anni è stata offuscata, cercando di essere un esempio di serietà e di correttezza. Per questo serve però il contributo di tutti».

Redazione web

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