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Calcio a 5, squadra dell'Unical
diventa vicecampione d'Italia

Calabria

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CASSANO (CS) – Si ferma in finale il sogno del Cruc Unical, di aggiudicarsi il ventunesimo campionato di calcio a 5 organizzato dall’associazione nazionale circoli italiani universitari (Anciu) in collaborazione con la Uisp, riservato ai dipendenti universitari - “Memorial De Dominicis-Soldani” a Sibari. I campioni d’Italia del Chieti hanno vinto il terzo titolo consecutivo. Al campionato nazionale hanno partecipato le università di: Benevento, Brescia, Cagliari, Catania, Chieti, Cosenza, Genova, L'Aquila, Milano Bicocca, Milano S. Viterbo, Napoli Federico II, Napoli S.U.N., Padova-Trieste, Palermo, Perugia, Pisa, Reggio Calabria, Salerno, Siena, Torino-Trento. Quella del Cruc Unical è stata una bella esperienza, che ha vsto ancora una volta la partecipazione attiva dell'Università della Calabria e del Circolo Ricreativo dei dipendenti in particolare, ma soprattutto un titolo di vicecampioni d'Italia che regala soddisfazione e prestigio all’università.

 
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LA SQUADRA. Alessandro Sole (capitano), Nicola Folino, Gianluca Pergola, Pierfrancesco Riccardi, Francesco Valentini, Antonio Violi, Giovanni Costa, Vincenzo Gallelli, Giovanni Brusco, Gianfranco Gagliardi, Francesco Musacchio, Lorenzo Logozzo, Fabio Stranges. Allenatori: Alberto Canetti e Francesco Iorio. Dirigenti accompagnatori: Carlo Ammirato, Gianfranco Nardi con Ciccio Sciommarella.
 
IL TORNEO. Nel sorteggio iniziale Cosenza è inserita come testa di serie unitamente a Chieti, Catania, Napoli Federico II e Benevento. Il girone dell'Unical prevede Perugia (sconfitto per 2-0 con reti di Violi e Valentini), Brescia (12-0 con gol di Valentini 4 reti, Brusco 4, Pergola 3, Folino 1) e Genova (4- 2 con reti di Violi 2 e Brusco 2). Nei quarti di finale il Cosenza trova il Pisa (vittoria per 4-2). In semifinale al Cruc tocca l'ateneo di Genova, superatocon il minimo scarto grazie a un gol di Costa. Gli atleti dell'Università della Calabria, formata da giovani e promettenti ingegneri e impiegati, sono animati dai tecnici Canetti e Iorio con rigidi schemi e grande applicazione delle consegne affidate nei ritiri prima degli incontri. 
 
LA FINALE. La finale, no n è iniziata nel migliore dei modi per la squadra dell’ateneo calabrese. Il portiere Gianfranco Gagliardi in grave difficoltà (sospetta frattura mignolo sinistro), ma che stoicamente ha voluto giocare. La punta Costa con un ematoma al piede, il buon Gallelli infortunato dalla prima partita, il capitano Sole con problemi muscolari che ne limitano le giocate alla “Pirlo” e che addirittura lo costringono nella seconda parte ad abbandonare i colleghi. Si sacrificano Gianni Brusco, atleticamente non al meglio, Gianluca Pergola non in forma e Lorenzo Logozzo. Squadre ben messe in campo (il Chieti annovera tra le sue fila due giocatori, Fabiano e Abati, che disputano il campionato di serie A di calcio a 5) e cornice di pubblico fantastica. Il Chieti approfitta subito di uno svarione della difesa cosentina per passare in vantaggio. I locali pressano, cominciano a sciorinare buone trame di gioco ma su un’altro errore difensivo e il Chieti raddoppia. Il Cosenza reagisce ed accorcia con un bel gol di Costa. Assedio dei cosentini che producono azioni veloci e di ottima fattura (un palo e una traversa), ma si arriva al 3-1 per Chieti. Poi difesa a oltranza dei campioni d’Italia fino a quando Violi non riapre la partita e riaccende le speranze del Cruc. Basterebbe un niente per pareggiare le l'incontro, ma la sfortuna non produce nulla fino alla fine se non i saluti e i complimenti finali da parte degli organizzatori e dei rappresentanti delle altre università.

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