Salta al contenuto principale

Studio e sport, la storia di Debora judoka calabrese alle Universiadi: «Una grande opportunità»

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Debora Sala mostra una delle medaglie vinte in carriera insieme al suo allenatore Metodi Metchkarov
Tempo di lettura: 
3 minuti 45 secondi

DEBORA Sala è un judoka di Reggio Calabria che ha 24 anni, vive a Cosenza, dove si è trasferita anche per studiare. A Cosenza all’università della Calabria sta studiando chimica e spera di completare al più presto il suo percorso accademico. La scelta della sede universitaria è stata condizionata non solo dalla voglia di restare nella propria terra ma ovviamente da quella grande passione per il judo che fa parte di lei da quand’era ancora piccolissima e che la ha portata ad essere nella squadra della nazionale italiana alle olimpiadi universitarie 2019 che si terranno dal 3 al 14 luglio a Napoli. E' la prima volta che un atleta del Cus Cosenza viene convocato per le Universiadi.

Studiare con profitto e fare sport ad alto livello è dunque possibile? 

«Devo ammettere che non è una questione talento naturale, ma di essere molto caparbia e determinata, per cui sono arrivata a questo punto grazie a tanta fatica, sudore e sacrifici. La mia vita è molto piena, mi alleno più volte al giorno dal lunedì al venerdì, incastrando judo, preparazione atletica, lezioni all’università e studio. Cerco di dare il massimo ad ogni allenamento, ma soprattutto sono sempre entusiasta di ciò che faccio, perché è l’entusiasmo che mi permette di battere la stanchezza, così come credo che il duro lavoro possa sopperire al talento. La mia fortuna è la mia famiglia che ha sempre voluto la mia felicità e ha sempre sostenuto in ogni mia scelta, moralmente ed economicamente. Nel judo purtroppo, si guadagna qualche soldo soltanto vincendo gare di altissimo livello o entrando in un gruppo sportivo, ma non è il mio caso».

Com’è nata una passione così forte, da dove arriva tanta determinazione?  

«Iniziai a fare judo a 5 anni, sotto la guida di mio padre Antonio Sala che è un maestro di judo. Feci parte di diverse palestre portando fin da piccolissima i miei risultati, alcuni molti importanti come il primo posto al campionato italiano cadetti, tre argenti ai campionati italiani juniores e tante partecipazioni con diversi quinti posti alle coppe europee. A 19 anni cambiai società per farmi allenare dal maestro Metodi Metchkarov, presso il Cus Cosenza, che aveva visto in me del potenziale e soprattutto voglia di lavorare duro. Arrivarono quindi altri risultati significativi, un bronzo al campionato italiano assoluto, un bronzo alla coppa Italia e quattro ori ai campionati nazionali universitari fra cui c’è anche il podio ai CNU 2019 che mi ha aperto le porte all’esperienza delle universiadi che andrò ad affrontare».

Sempre senza smettere di seguire le lezioni ed applicarti nello studio? 

«Decisamente! Nel frattempo studio Chimica, il cambio di società è stato dettato proprio da questo, lo studio della chimica è una passione che mi porto dietro fin dal liceo. L’ambiente che ho trovato è molto favorevole, sia al livello universitario che nella società del CUS Cosenza, posso dire che non ostante le difficoltà che una materia scientifica porta e l’impegno con cui ci si deve dedicare riesco a conciliare le mie passioni. In palestra il maestro Metchkarov capisce molto le mie necessità di studentessa e insieme riusciamo a far coesistere allenamento e studio».

Cosa ti aspetti da questa opportunità delle Universiadi 2019? 

«Mi sembra una grande opportunità, sono tesa per l’importanza di questa gara ma molto carica e determinata. Sono stata già convocata per un ritiro in nazionale che è durato due settimane, ciò è servito per avere un rapporto più forte con i tecnici e non i miei compagni di squadra. Dovrò gareggiare sia individualmente che nella gara a squadre ed in entrambe le gare darò il massimo e cercherò di portare a casa un bel risultato. Ciò di cui sono certa e che voglio sfruttare al meglio questa magnifica occasione e voglio terminare questo primo percorso olimpico a livello universitario senza il rimorso di non aver fatto abbastanza. Amo il judo perché mi ha insegnato a non mollare mai, mi ha fatto capire che si deve sempre lavorare duro per i propri obiettivi, che si deve cercare di superate i propri limiti, rispettando il prossimo, accettando la sconfitta e traendone una lezione preziosa per il futuro, mantenendo l’umiltà nella vittoria».

Molto soddisfatto ovviamente anche il maestro di Debora, Metodi Metchkarov: «Abbiamo sempre avuto tanti atleti molto bravi e preparati che sono arrivati a grandi successi sia a livello nazionale che internazionale - dice Metchkarov - finalmente i sacrifici dei nostri ragazzi, che non solo studiano ma fanno tante ore di sport, sono stati ripagati, già solo la convocazione è un grande successo perché dimostra l’impegno e la passione con cui stiamo lavorando».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?