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Vrenna: «Crotone lontanissimo dalle big, il Governo dovrebbe dare una mano per tutelare i piccoli club»

Calabria
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Raffaele Vrenna, presidente del Crotone
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CROTONE - «Abbiamo con le squadre di alta classifica un gap economico enorme, diciamo che il budget del Crotone è un 20esimo, un 15esimo di Juventus, Roma, Napoli. Questo gap non permette di poter fare, specialmente per il primo anno, dei grossi acquisti. Il campionato è poi molto difficile, il Crotone ha sempre puntato sui giovani, ci sono stati errori di scelte però può capitare. È successo anche a noi al primo anno di Serie B e può succedere anche in Serie A, specialmente il primo anno».

Il presidente del Crotone, Raffaele Vrenna, parla così all’Adnkronos delle difficoltà dei piccoli club in Serie A. «Poi onestamente il mister e i ragazzi sono stati anche un pò sfortunati, se andiamo a vedere la classifica noi abbiamo perso 11 gare per 1-0, a volte con qualche errore arbitrale e a volte per errori nostri, dei singoli, così sono arrivate tantissime sconfitte che alla fine non si meritavano».

«Cosa si può fare per tutelare i piccoli club? Noi abbiamo circa 23 milioni di introiti, e solo di stipendi ne paghiamo 15, retrocedendo ci sarà un danno, al di la del "paracadute". Il problema è quello di poter avere una revisione della legge Melandri. Bisogna riprenderla e dare la possibilità al Governo di decidere la ripartizione. Se ci metteremo Serie A e Serie B insieme a parlare ci saranno i grandi club che vorranno sempre di più. Bisogna cercare di far intervenire un terzo per dare equità. La differenza poi la potrà fare il marketing ma la ripartizione non può essere così sbilanciata».

Secondo il numero uno dei calabresi poi il governo «dovrebbe fare delle regole e dare una mano alle società per riorganizzare i propri stadi. Siamo l’ultima nazione in Europa per gli stadi privati. Siamo in ritardo pauroso, si fa lo stadio a Roma e ci sono problemi, a Napoli e ci sono problemi. Bisogna dare alle società la possibilità di fare il proprio stadio che dia anche un ritorno economico. In Italia ci è riuscita solo la Juventus. Tra l’altro si deve dare una mano anche per le Accademy, per far crescere i giovani».

In giornate di polemiche arbitrali, Vrenna poi difende l’operato dei direttori di gara. «Il livello degli arbitri in Italia è buono, è difficile arbitrare e si può anche sbagliare. E’ importante la buona fede, non è scadente la categoria degli arbitri anzi sono i migliori al mondo dal punto di vista arbitrale, poi si può anche sbagliare, è umano. Io non ho mai attaccato gli arbitri, è il gioco del calcio. La sudditanza? Può essere un fatto inconscio».

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