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Dilettanti. Il patron del Corigliano: «Siamo la Juventus dei Dilettanti»

Sulla Reggiomed: «Negato rigore sacrosanto allo Scalea»

Calabria

Ma Nucaro garantisce: «Noi siamo più forti e li batteremo»

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Il Corigliano Calcio
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ROBERTO SAVERINO

Giornalista pubblicista, scrive per il Quotidiano dal luglio del 1998, occupandosi prettamente di calcio dilettantistico.

SULLE esternazioni del presidente Nucaro si può dire moltissimo. Anzi, quasi bisognerebbe ringraziarlo perché regala sempre qualcosa da scrivere, fermo restando che a volte (come in questo caso) va oltre quel che il buon senso dovrebbe consigliare di evitare. Nell'edizione cartacea de Il Quotidiano del Sud in edicola oggi 9 ottobre vi raccontiamo le sue esternazioni su quanto accaduto ad Acri. Ma nell’intervista rilasciata domenica ai microfoni di Universo Dilettanti, su RadioStudo 95, il patron del Corigliano è andato parecchio oltre, rilasciando delle dichiarazioni che, francamente, destano molte perplessità (e non solo). Intanto Nucaro ha chiamato in causa la Reggiomediterranea, squadra capolista del torneo, mostrando di avere, evidentemente, delle capacità sensitive, poiché è andato a raccontare di episodi che non ha visto.

«Se devono regalare punti alla Reggiomediterranea – ha detto Nucaro – vuol dire che in Calabria uno non deve fare pallone. A Isola Capo Rizzuto hanno fatto ripetere quattro volte un tiro dalla bandierina (riferendosi, così, al match della capolista, ndr). Oggi non hanno dato un rigore sacrosanto allo Scalea: l’ho sentito in radio, che seguivo durante la nostra partita».

Il patron del Corigliano così fa riferimento ad un episodio accaduto a Scalea, e che lui dice di aver seguito in radio, quindi di non aver visto! Ma tant’è. Il problema è che Nucaro non si è fermato qui. Ha infatti aggiunto che «se si continua su questa falsariga, a novembre smonto la squadra, vado dal presidente Mirarchi e gli dico: “Caro presidente, Nucaro si fa da parte, perché in questo mondo fatto così io non ci sto”». E non è finita.

Le sue dichiarazioni sono state di sfida aperta alla Reggiomediterranea ed al campionato: «Lo dico già da adesso: io vado a vincere a Reggio Calabria. Noi siamo i più forti. Noi andremo a vincere, come abbiamo fatto lo scorso anno in tutti gli scontri diretti. Noi siamo la Juventus del campionato. Poi se un avversario merita, allora sarò il primo a stringere la mano». Lotta a due? Per Nucaro non è così: «Quando andremo a giocare a Reggio Calabria (alla 14ª giornata, ndr) il Corigliano avrà fra i 5 e i 7 punti di vantaggio. Poi vinceremo contro di loro e il campionato sarà già finito». Questo il Nucaro-pensiero che potrebbe anche starci, se solo queste dichiarazioni le avesse fatte nel chiuso dello spogliatoio, per caricare la sua squadra.

Il Corigliano è stato costruito solo per vincere. Se dovesse arrivare secondo sarebbe un flop clamoroso, senza precedenti, per le spese fatte. La Reggiomed ha altri obiettivi, pur avendo una gran bella squadra, che finora sta tenendo testa alla corazzata jonica. E sta badando a se stessa, come ha avuto modo di sottolineare il co-presidente Bruno Leo: «Non so chi sia questo signore – ha detto riferendosi a Nucaro – mentre io sono nel calcio da 33 anni. Consiglio vivamente di guardare alla sua squadra e che lasci perdere la Reggiomediterranea, visto che ogni volta che rilascia interviste parla di noi. E comunque noi il campionato lo finiremo di sicuro».

Magari, come dice Nucaro, a dicembre il Corigliano avrà cinque, sei, sette punti di vantaggio e potrebbe anche essere normale, alla luce degli investimenti fatti dal patron dei biancazzurri, ma perché andare già da ora ad accendere, inutilmente, gli animi? Certe cose non è meglio tenersele per sé? E soprattutto: perché andare a fare la moviola su episodi che non ha visto? Perché tirare in ballo gli altri? Non è meglio badare al proprio orticello? Ed ancora: se il presidente Nucaro sa qualche fatto di cui non siamo a conoscenza, piuttosto che andare da Mirarchi, dovrebbe chiamare la Procura federale e denunciare il tutto. Noi, eventualmente, saremo pronti a sostenerlo in questa meritoria battaglia verso un calcio più pulito.

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