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Calcio, il Crotone accusa gli arbitri e chiede rispetto

Vrenna: «Al prossimo torto ritiro la squadra»

Calabria
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Gianni Vrenna
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CROTONE - Nel posticipo di lunedì sera il Crotone è stato battuto in casa, per 0-2, dal Pescara. Ma sin da subito sono state molte le recriminazioni da parte della squadra calabrese che ha fortemente contestato l'arbitraggio. 

Una condizione che ha spinto il presidente del Crotone, Gianni Vrenna, a protestare con veemenza, al punto da affermare: «Credo che si sia toccato il fondo. Al prossimo torto arbitrale ritiro la squadra». 

Vrenna fa riferimento alla decisione del direttore di gara, Rapuano di Rimini, di non concedere il rigore per un fallo di Scogliamiglio su Spolli. «Ho parlato con l’arbitro - racconta Vrenna in sala stampa dopo la gara - che si è giustificato dicendo che sul fallo subito da Spolli ha dato la regola del vantaggio. Sono rimasto basito visto che poi l’occasione da gol non si è concretizzata. Hanno deciso forse che in questa categoria siamo scomodi. Non è il primo episodio eclatante che ci penalizza».

Il presidente del Crotone annuncia che in settimana presenterà un dossier sui torti subiti in questa stagione. «Non mi avete mai visto in sala stampa - dice ai giornalisti - a protestare contro l’arbitraggio. Ma adesso prepareremo un dossier da inviare a chi di competenza. Non possiamo più permettere di essere trattati così. Se ci fosse stato il Var, staremmo parlando di un altro campionato. Mi farò sentire con tutte le mie forze. Ho ripetuto all’arbitro che l’anno scorso Tagliavento ha inciso molto sulla retrocessione del Crotone. Non vorrei che anche lui abbia fatto lo stesso».

L’impressione che si coglie negli ambienti societari é che si vuole fare pagare al Crotone quello che è avvenuto la scorsa estate con il Chievo. «Voi forse non lo sapete - dice Vrenna - ma io e la società siamo stati deferiti dalla Procura federale per aver leso l’onorabilità del Chievo, che è stato condannato dalla stessa Procura. Hanno deciso di chiedere il deferimento per me ed il Crotone per una intervista che ho rilasciato ad una radio di Roma. Siamo nel Paese di Pulcinella».

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