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Uno scatto sulla finale play off fra il Sersale e il Sambiase, protagoniste del torneo di Eccellenza

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La conclusione del mini campionato di Eccellenza ha registrato il salto di categoria del Sambiase, capace di approfittare di una grossa chance, ossia quella di salire in D con appena dieci partite da disputare. Ma ci sono state anche un paio di grosse delusioni. Ecco, allora, i giudizi e soprattutto i voti alle otto squadra partecipanti.

D’altra parte se un giudizio non è accompagnato da un voto, che senso ha? Si fa così anche a scuola, con i bambini…! Precisiamo subito che non c’è alcun dieci in pagella. Bisogna infatti tenere conto anche del fatto che si sono disputate appena dieci partite.

SAMBIASE – Squadra ben amalgamata, ben allenata e, con il passare delle giornate, anche molto compatta (e non è un caso che fra i pali sia stato inserito Lamberti). Non sempre ha entusiasmato dal punto di vista del gioco, ma quando i giallorossi si sono “accesi” allora si sono mostrati superiori agli avversari in tutto, dalla manovra agli inserimenti degli esterni, con tanto lavoro sulle fasce.

Fanello ha saputo gestire bene il gruppo e non era facile, anche se per un tecnico è sicuramente agevole poter avere una panchina lunga. In tal senso la squadra è stata costruita bene e il trainer ha avuto il merito di condurla alla vittoria, senza mai perdere in dieci giornate, subendo appena una rete nelle ultime cinque gare. Per tutti è stata durissima giocare contro il Sambiase. Promozione strameritata. VOTO 8,5

SERSALE – L’autentica sorpresa del girone. Ha fatto molto meglio di altre compagini che hanno speso parecchio di più e che avevano a disposizione un organico sconfinato rispetto a Saladino, che invece alla fine poteva contare solo su tanti giovani tutti da scoprire. Fra l’altro è stato apprezzabile anche il gioco offerto dai giallorossi pur con i limiti dovuti all’inesperienza di qualche under ancora tutto da scoprire.

Nesticò è stato fra le sorprese più belle del campionato, però tutti hanno dato veramente il massimo, a dimostrazione che basta poco per fare tanto e bene. Saladino forse è poco reclamizzato, ma il suo lo porta sempre a casa. Locri e Vigor si sono arresi a questo Sersale delle meraviglie. È mancata solo la ciliegina finale, ma gli applausi sono tutti meritati. VOTO 9

LOCRI – Era partito per vincere ed ha finito per soffrire e per perdere. La mini stagione va però divisa in due e la seconda non fa molto testo. Partiamo infatti dall’ultima parte: il covid influisce nel fisico dei calciatori: chi lo ha conosciuto, anche nei professionisti, ci ha messo parecchio a recuperare e di fatto dopo aver avuto alcuni calciatori positivi, la ripresa degli amaranto è stata complicata, anche se dal resto del gruppo ci si aspettava qualcosa in più.

Per quanto riguarda la prima fase, non ha mai convinto pienamente, alternando buone giocate ad amnesie difficilmente comprensibili. Eppure fra settembre e ottobre la stessa squadra era sembrata pressoché perfetta. Una involuzione inspiegabile, con poche partite vinte e tanti problemi contro le big del torneo.

La dirigenza ha spinto tanto per ripartire e anche durante la sosta ha mostrato le proprie intenzioni. Dal campo non arrivati quei risultati auspicati e il pessimo risultato non è ovviamente imputabile al club, bensì a coloro che sono scesi in campo. Perché alla fine bisogna guardare ai numeri ed ai risultati. Delusione e fallimento totale. VOTO 3,5

VIGOR LAMEZIA – Le buone intenzioni del presidente Saladini sono andate a sbattere contro la dimensione di un campionato affrontato con operatori di mercato che non conoscono la categoria e con allenatori e calciatori catapultati da altre realtà, quando invece c’erano tante soluzioni a portata di mano. Di elementi bravi ce n’erano, sicuramente, e fra questi su tutti Nicola Russo, ma già al momento di allestire la rosa a settembre erano state fatte delle scelte difficilmente comprensibili. La stessa cosa è accaduta alla ripresa, con fra l’altro l’assenza di un vero e proprio bomber.

Ha rischiato grosso già nei quarti. Poi è uscita di scena alla semifinale senza praticamente fare un tiro in porta. Il risultato finale non è sicuramente in linea con gli investimenti effettuati. Dal ds Martino, al tecnico Vargas per arrivare a tutta (o quasi) la squadra lametina, sono tutti colpevoli e sono tutti sonoramente bocciati. VOTO 3,5

SCALEA – Non vi era varietà di scelta nell’organico. Giusto un paio di cambi “concreti” e poi ben poca sostanza. È andato a corrente alternata e non ha mai trovato quella continuità di risultati decisiva per dar vita ad un vero e proprio assalto alla Serie D.

È rimasto in piedi con le reti di Angotti, ma i flop con Soriano e Vigor si sono rivelati pesanti, rimediabili in parte con la doppia bella sfida di Locri, dove fra campionato e play off ha vinto e ha pareggiato. Serviva comunque di più: in alcune gare ha dato l’impressione di poter colpire in qualsiasi momento, mentre in altre ha sofferto tanto nel trovare la giocata risolutiva.

Si poteva fare qualcosina in più. Sufficienza stiracchiata. VOTO 6

REGGIOMEDITERRANEA – Ha vinto soltanto due volte, guarda caso contro le ultime della classe. Ha una valida attenuante poiché qualche infortunio nel reparto avanzato ne ha frenato le velleità di classifica. In qualche gara, tipo quella con il Sersale, non è stata precisa e fortunata, anche se è da dire che in ogni confronto che ha disputato, se l’è sempre giocata a testa alta.

Apprezzabili le veloci ripartenze con le quali ha spesso messo in difficoltà i propri avversari, almeno quando ha avuto Padin in piena forma.

In campionato ha sempre perso di misura e nel quarto di finale contro la Vigor è andata ko solo dopo aver perso la testa e aver pagato per almeno un paio di clamorose sviste arbitrali. VOTO 6

PALMESE – L’assenza di un bomber si è avvertita e pure tanto. Apprezzabile l’impegno della dirigenza nel provare a ripartire, allestendo una squadra improntata soprattutto sui prestiti del calibro di Sapone, Gambi e Guerrisi che hanno tenuto in piedi la squadra, con il primo fra l’altro capace di vincere la classifica di rendimento del Quotidiano assieme a Russo della Vigor.

Sul campo ha provato a reggere l’urto contro avversari di peso, ma si è visto fin da subito che avrebbe sofferto nel concretizzare il gioco prodotto, proprio per la mancanza di un rapace dell’area di rigore.

Impegno e partecipazione sicuramente apprezzabili, ma i risultati sono stati mediocri, con appena 3 gol siglati in otto partite. VOTO 5

SORIANO – Non voleva e non doveva partecipare. Per qualcuno ha “salvato” il campionato e la sua realizzazione. Magari è stato proprio così. Però lo ha fatto a discapito della propria pelle e di quanto di buono aveva fatto fra settembre e ottobre. E magari allora, sarebbe stato meglio farsi da parte, così come era stato, fra l’altro, ampiamente annunciato.

Ha deciso di partecipare e si è visto che le motivazioni erano scarse. Ha schierato 28 calciatori in 8 partite. Troppi per trovare un assetto adeguato. A sprazzi ha mostrato qualcosa di buono, per il resto è stato un trascinarsi stancamente verso la fine.

Tanta dignità, sicuramente, ma non era questo che ci si attendeva e che ha finito per oscurare ciò che di buono mister Parentela aveva fatto in precedenza, con i calciatori di fatto richiamati giusto per fare presenza ad un torneo fortemente voluto da altri. VOTO 4,5

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