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«E consentitelo, gentili ascoltatori, al vostro cronista anche, adesso, questo entusiasmo dilaghi nel “borgo dei borghi”, la meravigliosa Tropea. Adesso bagnata, disegnato il tricolore sull’isola, che va ad affacciarsi, a precipitare in un mare cristallino, di una gioia incontenibile».

Subito dopo l’ultimo rigore parato da Gigio Donnarumma, sono le parole di Francesco Repice, il numero uno dei radiocronisti sportivi, che parlando alla radio, specie i gol importanti, te li fa vedere meglio che in televisione.

È Francesco Repice, calabrese doc, che nella “notte magica” dell’Europeo ha voluto citare la sua Calabria, declamando Tropea, dopo aver descritto la laguna di Venezia e altri posti incantevoli, concludendo così la sua poetica rassegna dei luoghi italiani.

Una voce inconfondibile, come quella di Enrico Ameri, una voce quella di Repice, che ti fa venir voglia di mettere a zero il volume dello schermo e ascoltare la radio, collegata dal campo principale, ieri sera, quello di Wembley, il tempio del calcio. Il tempio del trionfo Azzurro. Tanti italiani, e non ce ne volgiano i telecronisti delle Tv nazionali, preferiscono ascoltare l’incessante e perfetto racconto di Repice, abbassando il volume del televisore.

Nella “notte magica” di Mancini & co, il radiocronista, nato a Cosenza, nel 1963, ha voluto ricordare la sua Calabria, le perle della sua Calabria.

Ed ha fatto bene! Pure quando, ancor prima di citare Tropea, Repice aveva esclamato: «il ragazzo di Calabria la mette dentro» commentando il primo rigore della serie, tirato dal nostro Domenico Berardi.

Forse volendo ricordare, con la sua inimitabile enfasi, la frase che conclude il bellissimo film di Luigi Comenicini, dedicato al campione calabrese Francesco Panetta: «È primo. È un ragazzo di Calabria».

Dal Quotidiano del Sud grazie a Francesco Repice. Forza Italia e forza Calabria.

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