X
<
>

L'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia

Tempo di lettura 3 Minuti

VIBO VALENTIA -LA carenza di anestesisti all’ospedale Jazzolino è destinata a durare chissà ancora per quanto tempo. Finora, infatti, nessuno dei 14 vincitori del concorso bandito dall’Asp nel 2018 e concluso qualche settimana addietro, ha comunicato di accettare l’incarico. Lo si è appreso negli ambienti dell’azienda di via Alighieri dove non si nasconde un certo disappunto, anche se precedenti esperienze avrebbero dovuto suggerire un certo pessimismo.

I vincitori del concorso sono due della graduatoria di merito e sette di quella relativa ai candidati iscritti all’ultimo anno di specializzazione. A questi nove, ai quali è stato proposto un contratto a tempo pieno e indeterminato, vanno aggiunti altri cinque iscritti al penultimo anno di specializzazione per i quali, come consente la legge, era pronto un contratto a tempo determinato.

Quando sembrava che la loro presa di servizio fosse ormai imminente ecco la doccia gelata: ad oggi a palazzo ex Inam non è giunta alcuna lettera di accettazione, segno che gli interessati, debitamente avvisati per iscritto dell’esito del concorso, potrebbero non avere alcuna intenzione di lavorare a Vibo.Le avvisaglie della risposta negativa erano state registrate già nei giorni scorsi allorché l’Asp, anche per via dell’emergenza Coronavirus, aveva chiesto per lettera ai vincitori di firmare subito il contratto ed assumere servizio, senza aspettare cioé il termine fissato all’8 aprile. Quella lettera era rimasta senza risposta.

Si sperava comunque che nei giorni successivi qualcuno si sarebbe fatto vivo, una speranza rimasta però solo tale. E’, insomma, un déjà vu, un film già visto, dal momento che ripetutamente in passato non sono stati pochi i vincitori di qualche concorso che hanno declinato l’offerta. E’ quella che viene definita apertamente ormai “la maledizione dello Jazzolino”, un ospedale destinato a continuare a fare i conti con le annose carenze di organico, soprattutto a livello medico. I professionisti, insomma, giovani e meno giovani, non ne vogliono sapere di lavorare qui da noi. S’iscrivono, sì, ai concorsi ma poi declinano l’offerta perché probabilmente, nel frattempo, hanno trovato una sede da loro ritenuta migliore. O perché, semplicemente, si sono meglio informati sulla situazione dell’ospedale civile e della sanità pubblica vibonese nel suo complesso.

Una situazione indubbiamente precaria, tanto per usare un eufemismo, per ammissione degli stessi addetti ai lavori, oltre che degli utenti. Una carenza strutturale, tecnologica e di risorse umane che mortifica, e va ribadito fino alla noia, le energie e le professionalità, alcune anche di alto livello, che pure qui esistono. L’unica soluzione, a detta di tutti, sarebbe il nuovo ospedale: una struttura nuova, moderna, adeguata indurrebbe indubbiamente tanti professionisti ad accettare di venire a lavorare qui da noi. Purtroppo però, se ne parla ormai da 20 anni ma esso ancora è di là da venire.Ad ogni modo, per certificare il fallimento dell’ennesimo concorso, si dovrà attendere l’8 aprile, termine ultimo concesso ai vincitori per l’accettazione. Rimane una tenue speranza: può darsi cioè che in questi 20 giorni qualcuno dei vincitori abbia una resipiscenza e comunichi di accettare. In ogni caso, dopo l’8 aprile all’azienda toccherà bandire un nuovo concorso. In un circolo vizioso che contribuisce a peggiorare la situazione.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares