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I bancali a chiudere uno degli accessi alle rovine

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SORIANO CALABRO (VIBO VALENTIA) – Un’installazione di bancali in legno, tra le splendide rovine del Santuario di San Domenico in Soriano. È quanto si può osservare da questa mattina e all’indomani della demolizione di alcune recinzioni in acciaio.

Proprio ieri, infatti, erano stati rimossi dei cancelli, a seguito di un’ordinanza di demolizione di opere abusive, “arredi” voluti dai padri domenicani, per delimitare la parte di proprietà privata della Provincia Domenicana dei Frati Predicatori, da quella del Comune. Cancelli, va detto, inesistenti prima che si insediasse l’attuale Amministrazione comunale.

Appare più che evidente, ormai, che il tutto abbia il pessimo sapore di una diatriba tra “titani”, corredata  di baladucchi ed esposti in Procura, che gettano nell’imbarazzo la comunità di Soriano.

Non fossero Ministri di Dio, si potrebbe pensare che il post – elezioni amministrative del 2019, sia una “guerra” tra battitori liberi (Padri Domenicani e Sindaco) il cui “terreno di scontro” è la Storia che appartiene ai sorianesi prima che a un amministratore o a un servo fedele di Dio, poiché, senza troppi giri di parole, ciò che ormai sta accadendo nello storico borgo dell’entroterra vibonese, è surreale.

La questione sembra infatti politica, quantomeno così appare, e anche ruspante, visti i precedenti tra le parti, come la chiusura, per esempio, del Museo dei Marmi, avvenuta, anch’essa, dopo l’esito delle ultime elezioni amministrative.

A farne le spese, è la comunità, ma anche i visitatori che, da sempre (salvo nell’ultimo anno, causa pandemia) si recano a Soriano per ammirare il Parco monumentale e archeologico del Convento di San Domenico, tra i più maestosi in Europa. 

Frattanto, in attesa di comprendere se l’installazione indecorosa dei pallet nel complesso monumentale di San Domenico, sia da ritenersi temporanea o permanente (come arredo), si sta procedendo ad attenzionare la vicenda alla Soprintendenza delle Belle Arti e altri organi competenti.

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