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L'esemplare di pesce palla pescato a Pizzo

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PIZZO – A Pino Procopio direttore del Museo del Mare di Pizzo è stato donato un esemplare appena pescato nelle acque antistanti la foce del fiume Angitola, a circa 500 metri dalla battigia, al centro del Golfo di Lamezia Terme. È un Lagocephalus sceleratus (Pesce palla argenteus) catturato dal pescatore Rocco La Porta di Pizzo misura circa 60 centimetri e pesa circa 2,5 chili.

La Porta si è imbattuto in un pesce che non aveva mai visto prima, si tratta di un pesce dal colore argentato maculato di chiazze scure che negli ultimi tempi sta invadendo il Mediterraneo. L’avviso delle autorità è forte: “State attenti, perché la sua carne, se mangiata, può avere effetti mortali”.

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LANCIATO PER LE COSTE DEL VIBONESE DALL’ISPRA

Questo pesce è da annoverare “fra le peggiori specie invasive del Mar Mediterraneo, con un notevole impatto sull’ecosistema circostante e sul settore della pesca”. Il Lagocephalus sceleratus è considerato un serio rischio per i consumatori, contiene una forte tossina chiamata tetrodotossina, che può essere letale per gli esseri umani. L’effetto di questa tossina, permane anche dopo la cottura dell’alimento e un avvelenamento da tetrodossina è altamente rischioso: può comportare conseguenze particolarmente gravi per la salute, fino alla morte, che può avvenire dopo poche ore dall’ingestione”. Procopio ha, quindi, informato le autorità portuali dell’avvenuta pesca occasionale.

Il pesce proviene dall’Oceano Indo-Pacifico e pare sia giunto fino alle nostre coste attraverso il canale di Suez. La presenza di Lagocephalus sceleratus è da considerarsi certa nelle acque della Grecia, Cipro, Israele. Anche in Italia ci sono state alcune segnalazioni nel porto di Palinuro, a Monopoli e a Capo Peloro. Procopio ha anche segnalato la presenza di un manifesto della Regione Calabria esposto in una delle pescherie di Pizzo dove viene illustrato il pesce.

Il manifesto avvisa che il Lagocefalo Sceleratus è un pesce altamente tossico, mortale, non commerciabile e solo nel 2011 ha causato il decesso di ben 11 persone che lo avevano consumato.

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