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Parte delle piante scoperte

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NICOTERA – La “genialità” dei criminali esperti nella coltivazione illegale di canapa indiana non conosce limiti. Questa la considerazione più consona dopo essere venuti a conoscenza dell’ottimo lavoro svolto, ieri, dai Carabinieri della locale stazione in concorso con i colleghi della stazione di Nicotera Marina, i quali hanno scoperto una piantagione di cannabis sativa in pieno centro storico a poca distanza dalla Cattedrale intitolata a Maria SS. Assunta.

Grazie, esclusivamente, al loro fiuto e alla professionalità che li contraddistingue i militari hanno scoperto una vera e propria serra realizzata in un rudere di una vecchia casa abbandonata a sua volta ubicata tra le mura di due edifici non più abitati da anni. Praticamente attraversando la viuzza, raggiungibile solo appiedi, che lambisce il rudere si vedeva solo il muro alto oltre 3 metri e nient’altro, mentre all’interno gli uomini dell’Arma hanno trovato circa quaranta piante di altezza tra i 2 e i 2,5 metri già pronti per il taglio, una ventina di piantine in vaso pronte per il trapianto e 160 piantine appena nate, contenute in delle vaschette alveolari per semina. Era, inoltre, evidente come alcune piante erano state già raccolte. L’irrigazione veniva effettuata attraverso un attacco abusivo alla rete idrica comunale che partiva direttamente da un tombino comunale insistente vicino al rudere.

Nel posto oltre alle piante sono stati rinvenuti concimi, vasi, tubi per l’irrigazione e una scala di legno lunga circa 4 metri che probabilmente serviva ai delinquenti per superare il muro che faceva da barriera visiva con l’esterno. I militari dopo aver distrutto sul posto tutte le piante di canapa indiana hanno sottoposto a sequestro l’intera area e avviato le indagini per risalire ai criminali che con tanta fantasia e atletica hanno messo su una coltivazione che, secondo gli inquirenti, a regime poteva portare a guadagnare fino a 70, 80 mila euro. Rebus di non facile soluzione quello che spetta ai militari della Benemerita coordinati dal Comandante Compagnia Carabinieri Tropea, Dario Solito, sia perché la zona sembra essere non è coperta da un impianto di videocamere sia perché è una via abbastanza disabitata.

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