Tempo di lettura 2 Minuti

VIBO VALENTIA – Si chiamano Luca Lo Bianco, 47 anni, Antonio Lo Bianco, 41 anni, e Salvatore Lo Bianco, 36 anni, i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, eseguita alle prime luci dell’alba dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia. Salvatore Lo Bianco è stato arrestato a Bologna e sono tutti difesi dall’avvocato Michelangelo Miceli. Le accuse sono a vario titolo di sequestro di persona, lesioni e maltrattamenti in famiglia nei confronti di Vanessa Currà (NELLA FOTO), 30enne originaria di Rombiolo e convivente di Leoluca Lo Bianco, fatta oggetto di una violenza inaudita sullo stile del film “Arancia meccanica” di Kubrick.

GUARDA IL VIDEO DEL BLITZ DEGLI ARRESTI

Il movente dell’azione criminosa sarebbe da ricondurre alla contrarietà del compagno della donna e dell’intera famiglia Lo Bianco, ad avere in casa i 2 figli della vittima, avuti da 2 precedenti relazioni.

I fatti contestati si sono svolti il 23 settembre scorso. La donna, mentre si trovava a bordo di una Ford Focus in una zona isolata a Briatico, insieme al compagno è stata fatta scendere da quest’ultimo e poi accerchiata dagli altri indagati che hanno iniziato a percuoterla con calci e pugni mentre con l’utilizzo di una corda le sono stati bloccati i polsi dietro la schiena e una volta imbavagliata è stata caricata a bordo di un furgone e portata in un magazzino a nel comune di Ionadi, successivamente legata ad un macchinario e reiteratamente picchiata anche con tavole di legno. L’odissea per la donna, minacciata di morte da Antonio Lo Bianco che ha indicato di avere una pistola del veicolo, non era ancora finita visto che è stata nuovamente trasferita in un altro locale e legata con una catena ad uno scaffale in metallo dov’è rimasta, dopo essere stata ancora percossa con calci e pugni, tutta la notte imbavagliata fino al pomeriggio seguente, quando è stata portata dallo stesso compagno all’ospedale il quale è accusato anche di maltrattamenti in famiglia che si sarebbero verificati in modo sistematico anche in presenza dei figli minorenni. Ad avviare le indagini erano stati i carabinieri in forza alla Compagnia di Vibo coordinati dal capitano Gianfranco Pino.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •