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La scuola don Bosco di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Il tempo stringe, ma già nelle prossime ore verranno passate al vaglio le diverse offerte pervenute nei giorni scorsi.

Il trasferimento provvisorio di 1500 studenti, dovuto alla messa in sicurezza di tre importanti scuole cittadine, rappresenta un vero problema.

I lavori che inizieranno a stretto giro alla “Don Bosco”, alla “Garibaldi” e alla “Murmura” sono stati al centro del dibattito nelle ultime settimane. Da ultimo il confronto aperto in consiglio comunale, tenutosi in modalità Question time, con il consigliere del Partito democratico, Stefano Soriano, che ha chiesto delucidazioni in merito.

«A seguito della manifestazione di interesse pare siano giunte quattro offerte. Vorrei sapere orientativamente quando inizieranno i lavori e se verrà rispettata la territorialità, perché spostare 1500 bambini non è certo facile. Le preoccupazioni delle famiglie sono legittime», ha detto al momento dell’interrogazione.

A rispondere è stato il sindaco Maria Limardo, che ha relazionato sul punto. «Questa amministrazione non sta con le mani in mano in merito a questa problematica di una certa portata. Ciò riguarda l’intera comunità, perché non si è mai verificata la necessità di trovare una collocazione per 1500 ragazzi – ha detto -. Sono state avanzate una serie di proposte, solo che noi dobbiamo trovare soluzioni possibili. Faremo di tutto per rispettare la territorialità, ma se le strutture non esistono è evidente che dobbiamo trovare soluzioni alternative. Ci siamo mossi per tempo, non abbiamo perso neanche un giorno, anzitutto pubblicando un avviso per verificare la disponibilità di immobili sul territorio, scaduto giorno 30 giugno».

Pertanto, come riferito dal primo cittadino, «da qui a poche ore si apriranno le buste e scopriremo se ci saranno soluzioni idonee». Quella guidata dalla Limardo «è una giunta di persone serie, perciò riusciremo a trovare una soluzione per tempo».

«Abbiamo fatto un bando, ci siamo informati anche per i moduli prefabbricati, ma non è una via praticabile per via dei costi elevati e del numero degli alunni che le stesse possono ospitare. Dunque non è una soluzione praticabile – ha continuato -. Abbiamo scritto alla Protezione civile, ma ritengo che sia realmente l’ultima e lontana ipotesi da prendere in considerazione, quella di mandare i ragazzi in una tensostruttura». Da scartare, ovviamente, anche l’idea di prorogare le lezioni con la Didattica a distanza.

Il sindaco ha anche evidenziato i colloqui proficui con le dirigenti di “Don Bosco”, “Garibaldi” e “Murmura”, rispettivamente Mimma Cacciatore, Eleonora Rombolà e Tiziana Furlano, ma anche con i sodalizi presenti in città, ovvero i comitati “Chiedo per i bambini” e “Genitori responsabili”.

Nel primo caso il confronto è servito a passare sotto la lente di ingrandimento i dati e raccogliere le istanze delle presidi, e si è deciso di “bloccare” palazzo “Nicoletta”, in zona Cancello Rosso, nella consapevolezza che avere altri spazi a disposizione possa essere comunque utile. «Fra pochi giorni avremo le idee più chiare e proporremo soluzioni più concrete. Non è facile: è un problema serissimo di tutta la città, e noi non ci stiamo risparmiando in nessuna direzione», ha asserito Maria Limardo.

Si è poi sfogata, evidenziando «un generale senso di sfiducia che aleggia non solo nei confronti dell’amministrazione, ma del Comune». È proprio «questo che mi preoccupa, lo scoramento nei confronti dell’istituzione», pertanto auspica di «riuscire a far recuperare un po’ di reputazione». Una cosa è certa, però: «Le scuole vanno adeguate, ed i lavori antisismici sono tali da non consentire la permanenza dei ragazzi negli edifici».

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