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Michela Calabrese

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DASÀ (VIBO VALENTIA) – In un Paese dove è quasi tutto fermo a causa dell’emergenza per il coronavirus proseguono però le lezioni scolastiche di ogni ordine e grado ma anche le sessioni di laurea. Sono cambiate certamente le modalità così come avvenuto proprio ieri per Michela Calabrese che ha conseguito la Laurea in Psicologia. Un titolo conseguito presso l’Università degli studi di Messina ma la tanto attesa discussione della tesi di laurea è avvenuta tra le mura della sua abitazione a Dasà davanti allo schermo di un computer.

Una sessione in videoconferenza alla quale hanno potuto assistere solo i familiari più stretti che vivono nella stessa casa: mamma, papà e sorelle. Una circostanza alquanto diversa da quelle che finora eravamo abituati, soprattutto per la stessa laureanda che ricorderà per tutta la vita quest’esperienza particolare. Tanta l’emozione anche davanti ad uno schermo e quando la commissione l’ha proclamata dottoressa di Psicologia (così come gli altri otto suoi colleghi dello stesso gruppo) ci ha pensato la sua famiglia a fare uno scrosciante applauso.

Michela ha discusso una tesi, che purtroppo non ha potuto stampare, incentrata sui serial killer «un fenomeno molto complesso che a causa dell’efferatezza dei crimini e l’assenza di un movente suscita molta angoscia e molteplici interrogativi». Un interesse per tale argomento che come sottolinea nell’introduzione «nasce dalla sete di comprensione e di conoscenza del fenomeno, il quale è sicuramente molto più diffuso di quanto si possa pensare, persino in Italia».

Infine c’è da dire che Michela dedica la sua tesi al prof. Puzzello, suo docente nella scuola superiore, al quale la lega un affetto reciproco. Quanto alla festa per ora è solo rimandata. Intanto si gode gli auguri di parenti e amici con la speranza che presto potrà riabbracciarli tutti e brindare con loro alla sua laurea.

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