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Il nuovo tribunale di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – I lavori sono fermi ormai da settimane. Quello che si doveva realizzare è stato portato a termine, tuttavia manca ancora qualcosa che impedisce di aprire definitivamente la struttura. Manca, nella sostanza, l’erogazione di quei fondi necessari per eliminare una serie di situazioni già ampiamente denunciate anche (e soprattutto) dallo stesso procuratore Camillo Falvo. Intoppi di natura burocratico-amministrativa. Stiamo parlando del nuovo palazzo di giustizia di via Lacquari che ancora non ha risolto i problemi relativi alle infiltrazioni d’acqua dal tetto – tempestivamente segnalati dall’azienda che ha vinto l’appalto per il III lotto – che hanno reso necessario predisporre una variante, con inevitabile modifica dei costi, per consentire di effettuare gli interventi necessari.

I fondi ci sono ma sono bloccati ormai da tempo presso il Ministero delle infrastrutture il quale ha voluto capire nel dettaglio lo stato di queste infiltrazioni chiedendo una relazione dettagliata. E domani proprio il procuratore Falvo effettuerà una visita (l’ennesima) presso l’imponente edificio insieme alla Commissione parlamentare antimafia e sarà l’occasione, verosimilmente, per spingere sull’acceleratore attesa la presenza dell’organismo guidato dal senatore pentastellato Nicola Morra.

D’altronde, lo stesso magistrato ha sempre parlato del nuovo palazzo di giustizia come di un fiore all’occhiello di tutto il vibonese «e bisogna fare di tutto per portarlo dal termine. Basta ormai davvero poco per completarlo: 500mila euro. Io sono fiducioso che ciò possa avvenire presto, e la commissione, arrivando a Vibo, potrà vedere con i propri occhi che questo è un problema politico e sarebbe un risultato eccellente risolverlo. Addirittura, se si riuscisse a realizzare le aule per come progettato uno dei tronconi del processo Rinascita-Scott si potrebbe svolgere proprio qui. La criminalità organizzata vibonese va processata a Vibo», ha rilevato con forza Falvo.

La parlamentare Dalila Nesci (M5S) da parte sua ha ribadito: «Su sollecitazione del Procuratore che ringrazio per la sua proattività mi sto occupando direttamente della questione, ricostruendo tutti i passaggi burocratici del caso. Grazie alla sinergie istituzionali che abbiamo attivato col Procuratore Falvo e il Presidente del Tribunale Di Matteo e il sindaco Limardo siamo fiduciosi che verranno reperiti gli ultimi fondi necessari al completamento dell’opera. Domani (oggi, ndr), e verificheremo anche lo stato di avanzamento dei lavori».

Quello di Vibo è un edificio di 9mila metri quadri calpestabili, 16mila se si considera anche l’area esterna che campeggia da circa 20 anni in via Lacquari. La data di ultimazione sarebbe prevista per dicembre di questo anno ma l’emergenza Covid potrebbe farla ulteriormente slittare. Al netto, ovviamente, della celerità delle decisioni che prenderà il ministero delle infrastrutture.

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