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Il tribunale vecchio di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Il tribunale di Vibo Valentia ha assolto “perché il fatto non sussiste” dai reati di abuso d’ufficio aggravato, lesioni personali aggravate e falso in atto pubblico, tre agenti della Squadra Volanti della Questura di Vibo Valentia, Piergiorgio Betrò, Antonio Nesci e Domenico Rizzo, dopo una camera di consiglio durata due ore e trenta.

Il pubblico ministero Callea aveva chiesto la condanna per tutti e tre a 2 anni e 4 mesi di reclusione per tutte le imputazioni contestate. Accolta, invece, la tesi dei difensori gli avvocati Franco Muzzopappa per Rizzo, Diego Brancia e Leonida Pirillo per Betrò e Salvatore Pisani per Nesci.

I fatti si riferivano ad un intervento dell’Ufficio prevenzione e soccorso della Squadra Volanti della Questura di Vibo del 18 agosto del 2009 allorché gli agenti intervenivano per identificare un soggetto (all’epoca minorenne) datosi alla fuga più volte, dopo aver collocato su di una strada del Centro Storico di Vibo un materasso, un tubo ed un secchio (che impedivano la circolazione stradale) alle 3.00 di notte. La via in questione era (all’epoca) sottoposta ad una vigilanza particolare perché risiedeva un magistrato sottoposto a tutela ed un cittadino del luogo aveva allertato le forze dell’ordine perché alcuni giovani (tra cui la parte civile) avevano tentato di incendiare il materasso collocato sulla pubblica via, dandosi poi alla fuga.

I genitori del minore (residenti a Varese) proposero querela contro i tre poliziotti giunti con due pattuglie sul luogo, perché a loro dire il minore aveva subito gravi lesioni durante la fase dell’identificazione e l’immobilizzazione. Nel corso del dibattimento è stato ascoltato il medico legale Katiuscia Bisogni, nominata alla Procura di Vibo Valentia quale consulente tecnico, oltre a diversi altri testimoni a carico e a discarico.

Gli indumenti lacerati del minore erano stati sottoposti a sequestro. Nonostante i reati fossero prescritti tutti e tre i poliziotti hanno rinunciato espressamente alla prescrizione per optare per il normale svolgimento del processo.

Il Siulp di Vibo Valentia esprime piena soddisfazione per l’esito della sentenza riguardante i tre colleghi delle volanti: “Alla fine la verità su questa vicenda iniziata nel 2009 è venuta fuori con l’assoluzione perché il fatto non sussiste – ha affermato il segretario territoriale Franco Caso – Noi del Siulp non abbiamo mai nutrito dubbi in merito all’innocenza dei colleghi e siamo felici per questi tre servitori dello Stato che da otto anni aspettavano che giustizia venisse fatta e che da oggi possono finalmente ritornare alla loro vita riacquisendo la piena dignità”.

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