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Il tribunale di Vibo Valentia

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PIZZO – Il processo per i presunti maltrattamenti all’asilo comunale di Pizzo rischia seriamente di arenarsi e di giungere a prescrizione. Il motivo può apparire assurdo, per come spiega l’avvocato Giuseppina Sibio, patrono di parte civile che rappresenta le famiglie dei piccoli: «La Procura ad oggi non ha ancora depositato i Dvd dei filmati che ritraggono la maestra imputata nell’atto di picchiare i minori». È successo alla scorsa udienza ed è avvenuto nuovamente in quella di ieri mattina, tanto che il presidente del Tribunale monocratico, Marina Russo, non ha potuto fare altro che rinviare il processo al prossimo novembre.

«Già alla scorsa udienza – viene rilevato ancora – vi era stato un rinvio per la visione dei filmati; ad onor del vero, il giudice aveva predisposto tempestivamente quanto necessario per la visione. Segnatamente, era stata incaricata la ditta che avrebbe dovuto essere di ausilio durante il dibattimento alla visione dei documenti audiovideo, tuttavia l’Ufficio di Procura non ha mai depositato il materiale da visionare».

E ora il reato di maltrattamenti è ai limiti della prescrizione che dovrebbe scattare all’inizio del prossimo anno visto che i fatti contestati alla maestra risalgono al febbraio 2012.

«Le famiglie attendono giustizia da oltre cinque anni ed il mancato deposito di un Dvd – rileva ancora l’avvocato Sibio – non può tradire la fiducia nella giustizia soprattutto in un momento in cui si parla tanto di installare telecamere nelle scuole e nelle strutture ove sono ricoverati anziani e più in generale nei luoghi ove trascorrono il tempo minori, anziani, disabili potenzialmente esposti alle intolleranze del personale che oramai troppo spesso scaturiscono in umilianti atti di violenza. La giustizia deve mettere a disposizione strumenti adeguati a ripristinare gli equilibri all’interno della società che dovrebbero essere rispettati in ogni circostanza», le conclusioni del rappresentante di parte civile. L’inchiesta, denominata “Giù la maschera”, si era conclusa nel giro di circa trenta giorni, tempo necessario ai carabinieri della Compagnia di Vibo e della Stazione di Pizzo, guidati dal capitano Stefano di Paolo e dal maresciallo Pietro Santangelo, di raccogliere tutte le prove necessarie da presentare, in una dettagliata informativa, al pm Santi Cutroneo che, sulla base della stessa, ha richiesto al gip Gabriella Lupoli l’emissione di una misura cautelare che si è tradotta negli arresti domiciliari.

La genesi è stata la segnalazione di alcuni genitori presso la stazione della cittadina costiera che segnalavano come i propri figli avessero timore, anche paura, nell’andare a scuola.

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