L'omicidio di Giuseppe Olivieri a Nicotera

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VIBO VALENTIA – Trenta anni. Questa la decisione assunta dal gup Giulio De Gregorio all’esito della camera di consiglio per il processo celebrato con il rito abbreviato. Ha evitato dunque l’ergastolo Giuseppe Olivieri, accusato dell’eclatante omicidio sulla spiaggia di Nicotera Marina dell’estate 2018 ai danni di Francesco Timpano.

Carcere a vita che era stato chiesto dal pm Ciro Luca Lotoro e dalle parti civili, nelle persone dei familiari della vittima, mentre l’avvocato Francesco Schimio, che ha condotto indagini difensive, ha chiesto l’esclusione dell’aggravante della premeditazione e il minimo della pena in virtù del fatto che il suo cliente ha reso confessione del delitto ammettendo di aver agito non per vendetta quanto per timore di finire a sua volta ammazzato dopo quanto commesso, qualche mese prima dal fratello Francesco che uccise due persone e ne ferì tre, una delle quali parente di Timpano.

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SULL’OMICIDIO DI FRANCESCO TIMPANO

Giuseppe Olivieri, il 12 agosto dello scorso anno, si recò, nel primo pomeriggio, a Nicotera Marina, all’interno dello stabilimento balneare “Il Gabbiano” per attendere il 44enne Timpano, esplodendogli alla schiena alcuni colpi di pistola calibro 7,65, davanti alla moglie e a decine di bagnanti atterriti. In particolare, Olivieri aveva precisato in sede di convalida del fermo del pm, che questo delitto nulla avrebbe avuto a che fare con il disegno criminoso messo in atto dal fratello Francesco detto “Ciko” , che l’11 maggio scorso uccise Michele Valerioti e Giuseppina Mollese.

Due delle persone presenti in una lista di morte che Francesco Olivieri aveva stilato: completare quella lista avrebbe significato vendicare la morte del fratello Mario, avvenuta nel 1997. E su quella lista ci sarebbe finito anche Vincenzo Timpano, fratello di Francesco, rimasto soltanto ferito, unitamente ad altri due soggetti, in quel giorno di ordinaria follia di maggio all’interno del bar di Limbadi.

Olivieri attese Timpano in un lido e quando questi si diresse verso una doccia gli si avvicinò alle spalle esplodendo diversi colpi di pistola sotto gli occhi della moglie. L’indagato si diede quindi alla fuga salvo poi costituirsi, 9 giorni dopo, presso la caserma dei carabinieri di Nicotera.

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