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VIBO VALENTIA – Iscrizione della notizia di reato a modello 21. Il che, in gergo giudiziario, sta a significare che si sta indagando nei confronti di persone fisiche, quindi non contro ignoti. È il frutto dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Antonio De Bernardo, che lunedì scorso si è sviluppata con il blitz della Guardia di Finanza all’interno del palazzo municipale della città capoluogo.

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Nell’atto in questione non sono riportati nomi ma ci sono le ipotesi di reato che la Dda guidata dal procuratore capo Nicola Gratteri sta perseguendo: illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata dal metodo e dalle finalità mafiose e concorso esterno in associazione mafiosa. Questa circostanza era emersa già ieri mattina negli ambienti del Comune nelle cui stanze, ieri pomeriggio, si è svolto un vertice di maggioranza alla presenza del sindaco Maria Limardo e della sua squadra di Governo nel corso della quale si è discusso degli ultimi eclatanti sviluppi.

La Dda sta indagando sull’attività del Comune, in minima parte su quella portata avanti dall’amministrazione attuale, guidata da circa 100 giorni dal sindaco Maria Limardo, e nella stragrande maggioranza con riguardo a quelle precedenti, tant’è che – sembra – sia addirittura stata acquisita documentazione risalente ai primi anni 2000. Numerosi i settori interessati dall’azione dei “baschi verdi” alla ricerca di possibili condizionamenti delle attività amministrative del tempo: dall’impiantistica sportiva (molti infatti i morosi) ai venditori ambulanti, dall’illuminazione pubblica ai vari capitolati di appalto fino alle manifestazioni fieristiche. Ed altro ancora: al vaglio le delibere di Giunta, quelle di Consiglio, le numerose determine, le variazioni di bilancio, soprattutto quelle recanti cifre corpose, che hanno ottenuto il placet dell’assemblea civica, gli affidamenti dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria alle ditte e se è stato adottato il criterio di rotazione delle stesse.

E ancora, fari potrebbero essere accesi sui contenziosi, magari anche quelli davanti la giustizia amministrativa per l’affidamento degli appalti relativi a imponenti opere pubbliche, nonostante i ribassi anche del 63% avessero portato già la procura ordinaria ad avviare indagini. Senza poi tralasciare la questione dell’affidamento della gestione dei migranti sbarcati al porto di Vibo, tra il 2015 e il 2018, che hanno visto aziende finire nel mirino della Prefettura con l’emissione di interdittive antimafia, e i pagamenti nei confronti della Augustus Prociv. E ancora, la rete idrica e fognaria; al riguardo, proprio su quest’ultimo settore non possono non passare inosservate le dimissioni di ben quattro Rup nel giro di pochi mesi per quanto concerne il progetto “Maione” del quale si sta aspettando la nomina di una nuova figura.

E in questa indagine condotta dal pm De Bernardo sarà stato verosimilmente preso in ampia considerazione quanto scritto dal commissario straordinario Giuseppe Guetta – al termine del proprio mandato di appena tre mesi – nella sua corposa relazione, della quale non è mai trapelato alcunché.

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