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Iulian Andrei Dodu e Claudio Costantin Rotariu

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VIBO VALENTIA – Si è definito anche il secondo grado di giudizio del processo avente ad oggetto l’omicidio del circense Werner De Bianchi, 42 anni, avvenuto, durante un violento pestaggio, il 12 agosto del 2016 nel parcheggio di un supermarket a Santa Domenica di Ricadi (LEGGI).

La Corte di Assise di Appello di Catanzaro ha infatti emesso due condanne per i romeni accusati di concorso nel delitto. In confronto al primo verdetto, i giudici hanno riformato lievemente la pena nei confronti di Iulian Andrei Dodu, difeso dall’avvocato Giuseppina Sibio, che passa da 10 anni e 8 mesi a 8 anni e 6 mesi di reclusione, mentre resta invariato il valore della multa: mille euro. La Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche.

Confermata, invece l’entità della pena di primo grado per Claudio Costantin Rotariu, difeso dall’avvocato Piero Chiodo: 9 anni e 8 mesi di carcere e mille euro di multa. Ricordiamo che nel primo processo era stato assolto “per non aver commesso il fatto”, il terzo romeno, Liviu Dan Gradinaru, assistito dall’avvocato Salvatore Sorbilli. Assoluzione che era stata anche chiesta dalla pubblica accusa.

Gli imputati, insieme ad Alex Orfei, titolare dell’omonimo circo (considerato dagli inquirenti l’esecutore materiale del delitto) erano accusati, come detto, di concorso anomalo in omicidio aggravato dalla premeditazione e dei futili motivi; aggravanti poi escluse dalla Corte di Assise.

Già nel primo processo Dudu e Rotariu avevano affermato di aver preso parte alla rissa culminata poi con il ferimento mortale con un coltello di De Bianchi ma di non aver utilizzato l’arma, mentre Grandinaru aveva dichiarato di non essere stato messo a conoscenza da Orfei del motivo per il quale si dovesse recare, insieme a questi, e ai due suoi connazionali, nei pressi della Conad, luogo in cui si è verificata l’aggressione, aggiungendo di aver tentato di fermare a voce i suoi amici dal proseguire nel pestaggio della vittima. Anche Rotariu aveva dichiarato di aver tentato di sedare la rissa separando i contendenti, confermando di non aver utilizzato alcuna arma ma di aver partecipato alla colluttazione costata poi la vita a Werner De Bianchi. Racconto che era stato ritenuto attendibile dalla Corte soltanto per Gradinaru.

Nei mesi scorsi si è invece concluso in via definitiva il troncone in abbreviato che ha visto Alex Orfei venire condannato a 11 anni e sei mesi di reclusione. Alla base del delitto un conto di natura economica rimasto in sospeso tra la vittima e Orfei, che avanzava soldi. L’epilogo di Santa Domenica di Ricadi fu l’ultimo atto della vicenda. De Bianchi, venuto a sapere della presenza del rivale nel Vibonese e quindi, da Castrovillari, dove si trovava col suo circo “Royal” raggiunse la cittadina costiera per l’atteso chiarimento. I due sia affrontarono, ma Orfei era spalleggiato da altre tre persone, suoi inservienti, e riuscì ad avere la meglio sulla vittima che, nella concitazione del momento, si ritrovò un coltello nell’addome. Inutili i soccorsi: morì poco dopo essere giunto in ospedale ma non prima di indicare agli investigatori della Mobile i responsabili dell’aggressione.

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