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L'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Il Giudice per l’udienza preliminare di Vibo Valentia ha rinviato a giudizio sei persone con l’accusa di concorso in abuso d’ufficio in relazione all’incarico di Vincenzo Damiani, medico di Serra San Bruno (non indagato), a direttore, nel 2017, del Distretto sanitario unico dell’Azienda sanitaria provinciale.

Si tratta dell’ex direttore generale dell’Asp di Vibo Angela Caligiuri, di 65 anni, di Savelli (Crotone); del direttore sanitario dell’Asp del tempo, Michelangelo Miceli (66), di Vibo e dell’allora direttore amministrativo dell’Asp di Vibo Elga Rizzo (49), di Catanzaro, e i tre componenti della commissione esaminatrice: Salvatore Barillaro (59), di Gallico; Sergio D’Ippolito (68), di Crotone, Davide Matalone (45), di Mileto.

Per l’accusa, gli imputati avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Damiani, individuandolo quale vincitore della selezione ed assumendolo nell’incarico con una delibera dell’Asp del 23 novembre 2017, nonostante fosse incandidabile perché sottoposto a procedimento penale, nonché medico convenzionato da meno di dieci anni.

La vicenda era stata al centro anche di una sentenza del giudice del Lavoro di Vibo Valentia, Ilario Nasso, che accogliendo un ricorso di Anna Maria Renda, dirigente medico dell’Asp e già direttore del Distretto sanitario, aveva bocciato i criteri seguiti dal Dg Caligiuri per arrivare alla designazione di Damiani.

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