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Domenico La Gamba

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VIBO VALENTIA – Tanto tuonò che piovve, si dice di una cosa lungamente chiesta e finalmente ottenuta. Il vecchio adagio si adatta, dunque, a pennello per la vicenda della strada comunale “Mulino”, a Triparni: completamente dissestata ed interessata da ultimo da una copiosa perdita idrica (con l’acqua che finiva nei cortili delle case adiacenti), era diventata un ostacolo insormontabile per un disabile costretto su una carrozzella a motore (LEGGI). Da qui, l’altra settimana, il nuovo appello al Comune e, finalmente, qualche giorno dopo, l’arrivo degli operai che hanno riparato la perdita d’acqua e le buche, almeno le maggiori.

Il disabile in questione, Domenico La Gamba, abita da solo in via “Mulino”, in contrada “Carpenzano”, e già ad agosto scorso aveva lamentato che le condizioni della via, poco più che una stradina interpoderale, gli impedissero di uscire con la sua carrozzina per recarsi in paese per qualche momento di socializzazione. «Sono carcerato in casa», aveva accusato con impotente amarezza, e rivolgendosi al sindaco Maria Limardo e all’assessore ai lavori pubblici Giovanni Russo aveva invocato un sollecito intervento del Comune.

Il giorno dopo il sindaco aveva assicurato che sarebbero state riparate nell’immediato le buche più grosse e che si sarebbe proceduto ad una gara per il rifacimento complessivo del manto d’asfalto. «Non hanno fatto né l’una cosa né l’altra – ha protestato la settimana scorsa La Gamba – Sono passati quasi nove mesi e la situazione è ancora peggiore». Il suo appello ha destato nuovamente l’attenzione della prima cittadina, con la differenza, sostanziale, che questa volta l’intervento c’è stato realmente: pochi giorni dopo alcuni operai si sono presentati in via “Mulino” e, dopo aver riparato la copiosa perdita idrica, hanno provveduto a colmare di bitume le buche, così da consentire finalmente al disabile di poter passare con la sua carrozzella a motore.

È chiaro che si è trattato di un intervento tampone, destinato però ad essere vanificato nel giro di pochi mesi. Non c’è dubbio infatti che, se non si procederà al ripristino dell’intero manto stradale (l’impegno economico darebbe per altro abbastanza modesto) le prime piogge s’incaricheranno di trascinare via il bitume, così da riportare rapidamente la strada alla disastrosa condizione precedente. Sarebbe pertanto auspicabile che l’amministrazione desse per tempo indicazioni in tal senso all’ufficio preposto, evitando ulteriori problemi e proteste.

Nel frattempo, comunque, va dato doverosamente atto all’amministrazione di aver risolto, sia pure temporaneamente, il problema. Duole semmai dover constatare che ci sono voluti quasi nove mesi per consentire al disabile in questione di poter finalmente uscire dalla sua condizione di “recluso in casa”.

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