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L'irruzione dei carabinieri nel luogo dove si nascondeva Giofrè

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VIBO VALENTIA – Era latitante dalla mattina del maxiblitz del 19 dicembre del 2019, quando invece altre 333 persone erano finite nella rete. Ma stanotte il suo nascondersi è terminato. A porne fine sono stati i Carabinieri del Ros di Catanzaro quelli del Comando Provinciale di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo di regione, che a seguito di un intervento eseguito in un’abitazione rurale nelle campagne di contrada Batia, di San Gregorio d’Ippona hanno arrestato il latitante Gregorio Giofrè, 57 anni, ricercato a seguito dell’ordinanza cautelare emessa dal GIP di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione Rinascita-Scott che ha coinvolto le maggiori cosche di ‘ndrangheta del Vibonese.

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Secondo le indagini che hanno portato al provvedimento custodiale nei confronti di 334 soggetti, responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, traffico di stupefacenti, estorsione, riciclaggio ed altri gravi reati, Giofrè sarebbe un’esponente apicale della locale di San Gregorio d’Ippona, imparentato con Rosario Fiarè, storico capo locale, attualmente in regime di detenzione domiciliare.

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Dopo la cattura di Saverio Razionale e Gregorio Gasparro, avvenuta sempre lo scorso 19 dicembre 2019, era rimasto “il più importante esponente della struttura mafiosa in libertà. La locale di San Gregorio d’Ippona, sin dagli anni ’80, è stata fedele ai Mancuso ed i suoi più influenti appartenenti sono stati centrali per consentire alla famiglia di Limbadi stessa la gestione unitaria della ‘ndrangheta vibonese”.

Secondo l’ipotesi accusatoria, avvalorata anche dalle dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, Gregorio Giofrè, indagato per associazione mafiosa ed una serie di condotte estorsive, aggravate dal metodo mafioso, “aveva il compito organizzare la riscossione delle estorsioni agli imprenditori secondo un sistema centralizzato, valido per tutta la provincia, che consentiva alla cosca di competenza l’ottenimento della messa a posto, normalmente ammontante al 3% del valore dei lavori, con il conseguente fiore non solo per la locale competente nel luogo in cui il lavoro veniva eseguito, ma anche per quella di competenza del luogo di provenienza dell’imprenditore, secondo dinamiche che consentivano l’alimentazione di una bacinella comune”.

Sempre secondo le indagini l’indagato costituiva, nel settore, anche il “punto di riferimento ultimo per le interlocuzioni con esponenti delle cosche della ‘ndrangheta di diverse province che conoscevano il suo ruolo e gestivano l’azione estorsiva secondo un modello che conferma l’unitarietà dell’organizzazione mafiosa calabrese, non solo dal punto di vista formale ma anche sostanziale. L’abitazione in cui si era nascosto il latitante è di proprietà di un soggetto ritenuto vicino alla cosca sangregorese ed era munita di un complesso dispositivo di video-sorveglianza”.

Il plauso del Ministro Lamorgese

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha rivolto l’apprezzamento ai Carabinieri del Ros, del Comando Provinciale di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, che, la scorsa notte, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno arrestato il latitante Gregorio Giofrè, ricercato dal 19 dicembre 2019, dopo l’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione Rinascita – Scott. “Un arresto importante che dimostra l’impegno quotidiano di magistratura e forze di polizia per il contrasto alle maggiori cosche di ‘ndrangheta operanti nel vibonese”, ha dichiarato la titolare del Viminale.

“L’operazione della scorsa notte dei Carabinieri dimostra ancora una volta la determinazione dello Stato e la sua grandissima capacità di azione anche in territori molto difficili. I cittadini possono contare su uomini e donne nelle forze dell’ordine, come nella magistratura, che si sacrificano per garantire la sicurezza e la legalità e ai quali va il nostro ringraziamento per la dedizione e la professionalità messe in campo ogni giorno. La lotta alla criminalità organizzata continua ad essere una priorità e successi come quello di oggi dimostrano l’eccellente lavoro di istituzioni sempre in prima linea nella lotta alle mafie”, ha concluso il ministro Lamorgese.

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