X
<
>

Un tampone per la ricerca del coronavirus

Tempo di lettura 2 Minuti

PIZZO (VIBO VALENTIA) – «Sono riuscito a trovare un biglietto aereo con scalo a Roma, dopo 74 giorni barricato da solo in questa che è diventata casa, finalmente potrò tornare nella mia vera casa. Non mi sembra vero».

Salvatore ha 25 anni, è diplomato al Conservatorio, ma vista la carenza di docenti di sostegno in Lombardia, lo scorso dicembre è stato nominato in una scuola media di Nerviano, un comune nell’hinterland milanese. Allo scoppio dell’emergenza da Coronavirus aveva da poco trovato casa a Legnano per andare a vivere da solo, dopo essersi appoggiato per qualche mese a casa di una sua zia che viveva in un paese vicino.

«Dal 23 febbraio, ovvero dalla domenica in cui ci è arrivata la comunicazione di chiusura della scuola – racconta ancora – sono uscito solo per fare la spesa una volta ogni 15 giorni. Sono stati giorni difficili, Legnano è uno dei comuni più colpiti della provincia di Milano, era un continuo susseguirsi di notizie di nuovi contagiati e di morti, ad un certo punto, quando ancora non era stato deciso il lockdown in tutta Italia, ho pensato davvero di tornare a casa, ma poi mi sono detto che non era responsabile e che non avrei potuto sopportare di contagiare qualcuno della mia famiglia».

Ma due mesi e mezzo sono stati duri, e non appena sul sito della Regione Calabria è stato possibile registrarsi per rientrare a casa Salvatore lo ha fatto. «Continuerò a lavorare da Pizzo, abbiamo predisposto tutto con mio padre, verrà a prendermi in aeroporto insieme a mio fratello con due macchine così io viaggerò da solo in una auto e poi farò la mia quarantena in un piano della casa che è autonomo rispetto agli alti. Le mie giornate continueranno ad essere scandite dalle lezioni con i miei alunni, sono stato catapultato con solo 24 ore di preavviso e senza esperienza in quella scuola, non è stato semplice trovare la chiave giusta per rapportarmi con i quattro ragazzi che seguo, ed oggi che sono ancora più sotto stress, riuscire ad interagire con loro, seppur con una video-chiamata, è molto importante per me e per loro».

E sulla polemica tampone si, tampone no, Salvatore è categorico «ovvio che sì! Non capisco davvero come chi rientra si possa tirare indietro. Mi fa rabbia chi pensa di essere immune, l’attenzione va tenuta alta per non aumentare i casi in Calabria, soprattutto adesso».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares