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VIBO VALENTIA – Fra tutte le restrizioni previste dal Dpcm del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19 ciò che ha spaventato maggiormente e, in modo particolare, ristoratori ed imprenditori è stata la previsione di un vero e proprio “coprifuoco” tramite l’imposizione di nuovi orari di chiusura ai locali notturni. Questi, tra cui ristoranti e bar, avranno l’obbligo di chiudere entro le 24, mentre dalle ore 21 si farà divieto ai clienti di consumare al di fuori degli stessi. Le consumazioni potranno essere effettuate solo se seduti al tavolo.

Un’ulteriore criticità da affrontare, un altro sforzo richiesto ad imprenditori già estremamente provati dai passati mesi di chiusura, spese e bassi profitti.

A Vibo Valentia le lamentele di gestori e titolari non sono dunque tardate ad arrivare. Già messi alle spalle contro il muro dalle consistenti perdite economiche subite, alcuni di loro, come Antonio Santamaria – titolare dell’Etoile Bar, uno dei caposaldi della movida notturna vibonese – saranno costretti, nel caso in cui non dovessero incontrare la collaborazione dei clienti, a dover assumere qualcuno che vigili sul rispetto delle regole e, se del caso, allontani i clienti che possano mettere a rischio l’attività la quale, in casi del genere, rischierebbe gravi sanzioni. «Fino ad ora, nei momenti di maggior afflusso di clienti non sempre sono riuscito a garantire il distanziamento e le mascherine – ha affermato Santamaria – È una lotta continua e stancante anche se, purtroppo, chi rischia maggiormente siamo noi gestori di locali notturni. Dovrebbero prevedersi sanzioni più serie anche per chi trasgredisce e non soltanto per chi, come noi, deve controllare».

Nonostante tutto, questo non basterà a fermarli. C’è infatti chi, come Giuseppe Lo Bianco – titolare dell’Hops Live, pub sito nel centro storico di Vibo Valentia – non si arrende, ma continua imperterrito ad investire nella sua attività: «Credo nella ripresa, nel fatto che questa situazione andrà pian piano a normalizzarsi. Vogliamo crescere e continuare a galoppare». C’è, tuttavia, un’altra questione che desta le preoccupazioni dell’imprenditore e riguarda l’aspetto psicologico: «Così facendo, probabilmente in gran parte andrà a formarsi una sorta di lockdown mentale determinato da un continuo stato d’ansia e dalla considerazione per cui la chiusura anticipata dei locali spingerà le persone a non uscire di casa».

«La mia impressione è che ci penalizzerà molto la chiusura a mezzanotte – ha affermato Filippo La Scala, proprietario del Tribeca Street Bistrot – . L’orario che va da mezzanotte e mezza alle due costituisce una fetta importante del nostro fatturato quotidiano». Le misure attuate, dal suo punto di vista, sono eccessive specie se applicate in un territorio, come quello di Vibo Valentia, che è stato soltanto “sfiorato” dal Covid-19. Sarebbe risultata più efficace, ha continuato, l’adozione di interventi mirati così concentrando le attenzioni soltanto per le città più colpite, dove si concentra il maggior numero di focolai.

«Ce la siamo cercata: è per lo più colpa nostra e del nostro aver sottovalutato il problema», ha sottolineato Franca Daffinà, titolare del Filippo’s – sito su Corso Umberto I. «La gente, specialmente durante il periodo estivo, ha fatto e continua tuttora a fare quello che vuole senza il rispetto del distanziamento sociale né dell’obbligo di indossare la mascherina. I controlli, da parte delle Forze dell’Ordine, sono stati pochissimi: forse saranno passati soltanto un paio di volte», ha asserito. Quel che si prospetta non è affatto roseo. Giunti oramai al termine della stagione estiva, l’incombente periodo autunnale sembra, purtroppo, portare con sé soltanto altri guai.

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