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Il Comune di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Quasi  nessuno sapeva, o meglio sapeva in via ufficiale. Solo da voci di corridoio o dagli articoli di stampa. Non lo sapevano i consiglieri, non lo sapeva neanche il presidente della stessa assemblea cittadina. Eppure la questione era seria, visto che faceva riferimento alla presenza di un dipendente del municipio risultato positivo al test rapido (e poi anche al tampone molecolare). Tant’è che nell’immediatezza del fatto, la consigliera Stefania Ursida (Città Futura) nel corso della IV commissione consiliare (Sanità) ha avanzato una serie di chiarimenti chiedendo al presidente Danilo Tucci di indirizzarli al presidente del consesso, Rino Putrino.

L’esponente della maggioranza ha espresso, nello specifico, una pregiudiziale «afferente la circostanza che un individuo, rivelatosi successivamente positivo al Covid-19, avesse frequentato gli spazi comunali dell’Ufficio Protocollo e che i dipendenti preposti al servizio, in via precauzionale, siano stati invitati ad effettuare i dovuti controlli». Pertanto, la Ursida ha evidenziato che i consiglieri comunali «debbano conoscere ufficialmente la realtà dei fatti e non per semplice ed informale divulgazione», rivendicando «le necessarie tutele finalizzate al normale svolgimento dell’attività politica ad onore del mandato elettorale ricevuto».

Istanza, questa, sulla quale la totalità della commissione si è espressa favorevolmente investendo Tucci della questione da porre a Putrino. La cui risposta è arrivata a stretto giro di posta ed è stata letta nella seduta di ieri della Commissione nella quale pone in evidenza «di non essere a conoscenza neanche io di quanto fosse accaduto presso l’ufficio protocollo, se non grazie a voci di corridoio a me giunte qualche ora prima. Nulla di ufficioso, né di ufficiale su quanto avvenuto nei giorni precedenti è mai arrivato alla mia persona piuttosto che al mio ufficio di Presidenza».

Pertanto, a seguito di questa richiesta giunta dalla Commissione, il presidente del Consiglio avrebbe provveduto «immediatamente a porre un quesito scritto e, quindi, un’altra istanza di informazione sui fatti al dirigente competente che, sono certo, si renderà disponibile come sempre ha fatto, ad esaudire compiutamente la stessa; fermi restando principi di rispetto e tutela della privacy personale e nella consapevolezza di quanto mai necessario evitare allarmismi, procedendo comunque nel rispetto dei protocolli di sicurezza previsti dall’Asp competente». Putrino che produrrà alla IV Commissione, non appena ricevuta, la risposta al quesito proposto, «nell’assoluto rispetto del ruolo istituzionale ricoperto dai consiglieri comunali eletti dal popolo e da sempre».

E la questione dei test ai dipendenti del palazzo municipale è stata dibattuta sempre ieri e sempre nel corso della IV Commissione con i rilievi sollevati dai consiglieri Giuseppe Policaro (Vibo Democratica) e Lorenzo Lombardo (Forza Porto Santavenere) inerenti al fatto se i test saranno estesi anche ai consiglieri stessi «visto che anche loro incontrano gente e si recano presso il palazzo di città», chiedendo infine quando il Comune abbia speso.

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