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Il bar Da Andrea chiuso per le norme anticovid

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VIBO VALENTIA – «OGGI siamo chiusi, e lo saremo per i prossimi tre giorni. E tutto questo per non aver fatto nulla».

Andrea Alessandria è il titolare del bar-rosticceria “Da Andrea”, sito nel popoloso quartiere Moderata Durant. Mercoledì sera il personale della Divisione Pasi della Questura ha rilevato una serie di violazioni, tra le quali, soprattutto, quella relativa al coprifuoco, elevando multe non solo al giovane ma anche agli avventori, e procedendo alla chiusura del locale per un periodo di cinque giorni.

Una decisione che l’interessato – che ha immediatamente presentato ricorso al prefetto per il tramite del proprio avvocato – ha giudicato immotivata, spiegandone le ragioni al Quotidiano del Sud. La prima cosa che il commerciante contesta è la questione legata all’orario: «In primis – esordisce – gli agenti sono arrivati al locale per avviare il controllo intorno alle 19.40, e questo è facilmente riscontrabile in quanto ci sono i video delle telecamere interne a testimoniarlo», ma fondamentalmente, spiega ancora il titolare, la sua attività è riconosciuta col Codice Ateco Ristorazione che «non solo consente di restare aperti fino alle 22 ma di effettuare servizio a domicilio fino alla mezzanotte».

Ad ogni modo, Alessandria prosegue nel suo racconto evidenziando che, all’arrivo della polizia «all’interno del locale ci fosse solo la mia compagna, quindi tecnicamente una “congiunta”, tra l’altro in stato interessante che non indossava la mascherina solo perché le crea problemi di respirazione. Si può comprendere chiaramente – aggiunge – che in una situazione di quel genere l’affanno può avvenire facilmente. Ma lei, non è che deambulasse per il locale, stava solo davanti la cassa».

Comunque sia, gli agenti effettuano le verifiche necessarie e finiscono col sanzionare anche sei avventori presenti all’esterno e anche su questa circostanza, il giovane titolare del bar-rosticceria, ha voluto precisare alcuni aspetti: «Le persone fuori dal locale stavano effettivamente consumando la pizza e questo, effettivamente, non si può fare ma io non posso mandare via i clienti anche perché altrimenti non potrei lavorare. Chiaramente ho detto loro, come ho sempre fatto in precedenza, di non sostare nelle pertinenze del locale in quanto le sanzioni avrebbero potuto riguardare sia me che loro, e molte volte i clienti si sono dimostrati ossequiosi. Non è che ho messo le sedie all’esterno. Evidentemente, per la polizia, l’altra sera non è stato cosi», ha aggiunto Alessandria.

Rilevando, poi, un’inesattezza riportata nel verbale: «Mi hanno identificato con un altro codice Ateco, quello dei bar, ma il mio prevede anche la ristorazione. Ho incaricato quindi il mio avvocato di presentare ricorso presso il prefetto anche perché quella multa da 400 euro e la chiusura del locale per cinque giorni per non aver fatto nulla, proprio non riesco a digerirla».

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