X
<
>

L'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia

Tempo di lettura 3 Minuti

VIBO VALENTIA – Sarà una casualità, sarà il destino “cinico e baro”, o forse, più realisticamente, il superlavoro cui sono sottoposte o la carenza di manutenzione: fatto sta che periodicamente, con una puntualità degna di miglior causa, le Tac in dotazione all’ospedale Jazzolino si rompono, lasciando il presidio provinciale sprovvisto di un’apparecchiatura diagnostica assolutamente strategica.

Inutile sottolineare i disagi che dal fermo delle citate apparecchiature derivano ai pazienti, costretti a trasferte in ambulanza (che vengono così sottratte al servizio di emergenza) in direzione di Tropea o Serra San Bruno, se non di Lamezia o Catanzaro.

Di Tac lo Jazzolino ne ha, anzi ne avrebbe, due: una, quella “classica”, onusta di anni e prestazioni e pertanto ormai obsoleta, l’altra molto più recente, acquistata per l’ospedale dalla Protezione civile per meglio fronteggiare l’emergenza Covid.

Se dunque è comprensibile, (anche se non certo giustificabile…) che l’apparecchiatura vecchia decida periodicamente di non volerne sapere di funzionare, non altrettanto si può dire per quella acquistata appena un anno fa, per la quale per altro, stando ai sussurri in ospedale, nessuno pare abbia pensato di stipulare un contratto di manutenzione.

Vero o no che ciò sia (dall’azienda infatti smentiscono, sottolineando che «l’apparecchio è ancora in garanzia») di certo c’è che attualmente per una Tac i pazienti devono essere trasportati a Tropea o Serra, sempre ammesso che i turni del poco personale assicurino la presenza del radiologo e del tecnico. In caso di assoluta urgenza c’è sempre poi la Tac, che per fortuna funziona perfettamente, della clinica Villa dei Gerani.

Dall’Asp comunque, ammettendo l’inconveniente, assicurano di essersi già mossi, sicché a loro avviso tutto tornerà nella normalità nel giro di pochissimi giorni. Dal canto suo il personale, inviperito, parla di «una situazione divenuta francamente oscena. Non è possibile che un ospedale provinciale debba stare per una settimana senza tac funzionanti. Medici, infermieri e ausiliari ce la mettiamo tutta per offrire agli utenti un’assistenza quanto meno dignitosa, ma se poi le macchine si rompono in continuazione… E pensare che, a quanto se ne sa, due anni addietro la Regione ha concesso all’Asp vibonese un finanziamento di 2 milioni di euro proprio per l’acquisto di apparecchiature, tra cui le Tac. Che fine hanno fatto quei soldi?».

Già che fine hanno fatto? «È vero – spiega, sempre cortese, Elisabetta Tripodi, direttore amministrativo aziendale – quel finanziamento è ancora attivo ma la gara d’appalto e tutto il resto è curato dalla Regione». Il ritardo, comunque, non sarebbe da imputare nemmeno a quest’ultima bensì al Governo: «Quando di recente, insieme al commissario Maria Bernardi abbiamo chiesto spiegazioni a Catanzaro, ci è stato risposto che è il governo che nicchia, che rallenta, che chiede sempre nuovi documenti. Se non è voluto, è comunque un ostruzionismo oggettivo che penalizza i nostri utenti».

Venerdì scorso comunque, su intervento diretto della Bernardi, una delle Tac è stata finalmente riparata. Nella settimana prossima, assicura l’azienda, anche l’altra dovrebbe tornare a funzionare. Questo lo vedremo. Da Vibo comunque è stato rivolto un ulteriore sollecito alla Regione, rappresentando l’urgenza dell’acquisto delle previste apparecchiature, Tac comprese.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA