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VIBO VALENTIA – Una situazione divenuta da qualche tempo insostenibile che costringe gli amministratori comunali – prima interfaccia dei cittadini nelle situazioni emergenziali – a fare i salti mortali: decine, forse centinaia, di chiamate ricevute ed effettuate; estenuanti attese; richieste reiterate agli uffici preposti che rimangono per lo più senza risposta.

È questo il quadro desolante del tracciamento dei casi Covid che da settimane si è inceppato nel Vibonese e che assume contorni drammatici tanto da spingere un sindaco, quello di Acquaro, Giuseppe Barilaro, ad alzare il telefono e a chiamare la stampa come estremo tentativo di dare uno scossone al sistema.

Giuseppe Barilaro
Giuseppe Barilaro

Gli strali dell’amministratore pubblico si indirizzano dalle parti di via Dante Alighieri a Vibo Valentia, al secondo piano della sede dell’Asp dove ha l’ufficio il commissario straordinario Maria Pompea Bernardi. «Se non si è più in grado di dare risposte alla cittadinanza – dice in estrema sintesi Barillaro – allora i responsabili vadano tutti a casa, a cominciare proprio dalla Bernardi. È stata contattata più e più volte – afferma il sindaco di Acquaro – ma non ha ancora dato risposte sui casi che le sono stati esposti. Né lei né gli uffici deputati allo scopo. Decine di cittadini sono stati letteralmente abbandonati, le richieste di tamponi rimangono lettera morta, i risultati di quelli fatti tardano ad arrivare, non abbiamo comunicazioni ufficiali sui casi positivi e non possiamo emettere ordinanze di quarantena. Nel frattempo i casi aumentano e il tracciamento è completamente fermo».

L’aspetto paradossale, ricorda indignato Barillaro, è che «prima il sistema funzionava a meraviglia. Quando a gestirlo erano i dottori Restuccia e Demonte questo genere di ritardo non si era mai verificato. Loro rispondevano al telefono anche di notte e si mettevano sempre a disposizione dei cittadini e dei Comuni. La Bernardi dovrebbe spiegare perché i due medici sono stati rimossi. Ora siamo allo sbando totale, il commissario faccia un favore all’azienda che ha l’onore di dirigere e a tutti i cittadini: si metta da parte e faccia posto a chi è più competente».

Una situazione, quella relativa all’individuazione e al tracciamento dei casi positivi, che è letteralmente degenerata nelle ultime settimane e che è stata denunciata da moltissimi cittadini, cui hanno fatto da megafono esponenti politici e diversi amministratori lasciati in solitudine di fronte all’aumento esponenziale dei casi. Alla base del disagio, certamente vi è l’elevatissimo numero di tamponi da processare ma anche, come segnalato dal sindaco Barillaro, la riorganizzazione dell’ufficio e l’avvicendamento dei responsabili del Dipartimento di prevenzione Antonino Restuccia e Antonio Demonte, destinati ad altro incarico dall’azienda. Alla base della decisione, si vocifera tra i corridoi, pesanti contrasti con il management.

Adesso l’Asp, di concerto con la Conferenza dei sindaci, ha provato a correre ai ripari annunciando un potenziamento dei servizi dedicati. Gli effetti di questa rimodulazione però tardano ad arrivare. I disagi – specie quelli relativi alle linee telefoniche aperte al pubblico che spesso squillano al voto – permangono e cittadini e amministratori si sentono abbandonati. Mentre il Covid avanza e fa paura anche più che nelle precedenti ondate.

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