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POLIA (VIBO VALENTIA) – Dopo gli incidenti stradali verificatisi anche di recente nei territori comunali filadelfiese e francavillese, che hanno coinvolto numerosi automobilisti, i cinghiali tornano ancora a parlare di sé anche nel vicino borgo di Polia.

Qui, infatti, le persone che nel tardo pomeriggio di martedì scorso hanno dovuto percorrere una strada che conduce nel piccolo centro urbano, si sono trovate innanzi una “sorpresa” mista forse pure ad incredulità e timore che è stata subito postata sui social network da un conducente che ha voluto “immortalare” l’episodio: la presenza, sulla carreggiata e ai suoi bordi, di un numeroso gruppetto di ungulati, fra adulti e cuccioli di varia età e anche stazza, che hanno bloccato il transito per minuti, dal momento che bazzicavano da una parte all’altra e anche sulla sede stradale, forse perché alla ricerca di qualcosa da mangiare o confusi dai fari delle auto. Oltre una trentina di esemplari, probabilmente une delle colonie più numerose mai avvistate nel territorio vibonese.

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Immaginabile una certa preoccupazione da parte di chi, in quel preciso momento, si è trovato a transitare in quel tratto assistendo alla scena quasi surreale. Dunque, ancora una volta e se ce ne fosse stato bisogno, dopo l’ennesimo episodio di “incontri (molto) ravvicinati” con questi ungulati, anche nel comprensorio di Filadelfia sarebbe evidente la problematica dell’emergenza cinghiali. Tuttavia, c’è da dire che si starebbe iniziando a correre ai ripari per tentare di arginare questo fenomeno. Infatti, nei giorni scorsi, è iniziato il primo corso per selecontrollore mentre un secondo si dovrebbe tenere, salvo rinvii, nel prossimo mese di gennaio.

«Come ambiti territoriali VV1 e VV2 – ha reso noto in proposito Giuseppe Pellegrino – abbiamo dato inizio al primo corso per selecontrollore, il secondo corso si svolgerà nel mese di gennaio 2020. Questi corsi – ha proseguito – ci permettono di formare 130 nuovi selettori che saranno utilizzati per contrastare il fenomeno dell’emergenza cinghiali, volontari che certamente con il loro impegno – ha concluso Pellegrino – ridurranno tale presenza divenuta ormai insostenibile oltre che pericolosa per le persone».

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