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La foce del Sant'Anna a Bivona

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VIBO VALENTIA – «Lo abbiamo segnalato ripetutamente in Comune, ci hanno dato rassicurazioni ma di risultati qui non se ne vedono».

Sono letteralmente infuriati alcuni villeggianti e residenti di Bivona, con abitazione nella zona attigua al fosso S. Anna, il famigerato torrentello che da sempre è causa di inquinamento. Al riguardo comunque, come vedremo, sembra che qualcosa si stia muovendo.

Ma andiamo con ordine. Per rendersi conto di quanto le proteste siano giustificate basta osservare il tratto che, costeggiando le case, sbuca sull’ampia spiaggia e arriva al mare. Come si vede dalle foto scattate l’altro ieri, inviateci da un pensionato, il lettore F. A., già dipendente di un ente pubblico della città, nel letto del fosso scorre un liquido scuro e maleodorante che finisce in mare, dove forma una nauseabonda chiazza giallastra.

Sulla provenienza dei liquami gli interessati non hanno certezze ma è facile intuire che nel fosso vengono sversate illecitamente le fogne di abitazioni isolate o di condomini a monte dell’abitato.

«In queste condizioni – commenta il nostro lettore – parlare di emergenza ambientale e di mare inquinato è dire semplicemente la verità. Senza contare che lungo tutto il fosso, a causa proprio dei liquami, proliferano tranquillamente insetti d’ogni tipo, topi e ratti che costituiscono un vero a proprio attentato alla salute pubblica. Noi che abitiamo proprio lì possiamo solo segnalare l’inconveniente al Comune, tocca all’amministrazione intervenire. Non sappiamo se qui la competenza è del Comune o del Corap (l’ex Consorzio industriale). Se è dell’ente, il sindaco Limardo deve dare subito diposizioni affinché il problema venga eliminato. Se invece ad intervenire dev’essere il Corap, il sindaco, in qualità di massimo responsabile della salute e dell’igiene pubblica, deve in ogni caso metterlo in mora, ingiungendo un rapido intervento».

Di recente sembrava che qualcosa si stesse muovendo: «Dopo che abbiamo informato direttamente il sindaco Maria Limardo, sono arrivati alcuni tecnici, hanno preso atto, pensiamo che abbiamo anche redatto un verbale per riferire a chi di dovere ma tutto è finito lì. E noi continuiamo a dover convivere con questo sconcio ambientale che è noto a tutti ma che tutti fanno finta di non vedere. Il problema va risolto e subito, non già alla fine dell’estate. Crediamo pertanto che la situazione debba suscitare l’interesse della procura della repubblica. L’inquinamento ambientale è ancora un reato o no? E se chi ha il dovere d’intervenire non lo fa, non commette forse un’omissione di atti d’ufficio?».

Dal canto suo il sindaco smentisce categoricamente di non aver fatto nulla: «Guardi, anche se la competenza non è nostra ma del Corap, non me ne sono stata certo con le mani in mano. Messa al corrente del problema, ho subito informato, infatti, i dirigenti del Corap chiedendo che si provveda immediatamente al collettamento del fosso S. Anna, indirizzando i liquami verso il depuratore di Portosalvo. Cosa che mi hanno assicurato verrà fatta rapidamente».

La complessità del problema, dimostrata anche dal reiterarsi, anno dopo anno, del medesimo inconveniente, ha spinto però la Limardo a rivolgersi anche alla Regione: «Ho già inviato una lettera al presidente Spirlì, agli assessori all’ambiente e al turismo, nonché al dirigente del competente dipartimento, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo tecnico per cercare di venire finalmente a capo, una volta per tutte, del problema, consentendo ai nostri concittadini e villeggianti di trascorrere un’estate tranquilla anche sotto questo punto di vista».

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