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Salvatore Pedullà

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MILETO (VIBO VALENTIA) – Scoppia la guerra all’interno del Partito democratico cittadino. A scatenarla e la recente presenza di Giulio Caserta, già candidato a sindaco, presidente del consiglio comunale e, oggi, consigliere comunale di minoranza, all’interno di un documento che attacca la segreteria provinciale del Pd sulle recenti scelte anche in vista delle elezioni regionali (LEGGI).

Il nodo del contendere è legato al ruolo svolto da Caserta all’interno dell’organigramma del partito che, nel documento in questione, è indicato come segretario reggente del circolo cittadino del Pd.

A scatenare l’offensiva all’interno della compagine dei democratici della città normanna è Salvatore Pedullà, che senza giri di parole sostiene: «Da componente della segreteria provinciale del Pd disconosco totalmente questa nuove funzione svolta da Giulio Caserta quale segretario facente funzione. Con quale criterio ha ricevuto l’incarico e con la nomina di chi? Si mantiene la linea del nuovo segretario Enrico Letta che chiede trasparenza, impegno, lavoro e soprattutto chiede di essere operativi e chiari e di resettare il partito. Questo metodo è stato sbagliato, non solo a livello comunale ma anche in relazione alla presa di posizione a livello provinciale».

Ricordando le forti limitazioni negli incontri legate alle disposizioni anticovid, Pedullà, comunque, annuncia che «già lunedì daremo una risposta e prenderemo dei provvedimenti nei confronti di questa nomina fantomatica».

In conclusione, poi, Pedullà, rimarcando che «Caserta non è capogruppo del Pd in consiglio comunale, al limite è capogruppo di una lista civica», ha rivolto all’ex presidente del Consiglio comunale il “consiglio” di svolgere «bene il ruolo di consigliere comunale di opposizione, ma che lo faccia, una opposizione costruttiva ma che si senta perché, onestamente, la minoranza al comune di Mileto, ad oggi, non esiste».

Parole pesanti che certamente scateneranno a breve ulteriori reazioni in primis proprio in Giulio Caserta che, difficilmente, accetterà l’etichetta di “abusivo” che gli è attribuita da Pedullà

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