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Antonio Lo Schiavo (Liberamente progressisti)

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PIZZO (VV) – «Fa rabbia e lascia sgomenti dover constatare come, nel cuore della stagione turistica, la comunità di Pizzo Calabro sia costretta a fare i conti con gravi problematiche legate all’ambiente e alla tutela del territorio e debba sentirsi a dir poco mortificata rispetto ad altre località più “fortunate”».

È quanto dichiara Antonio Lo Schiavo, esponente del movimento Liberamente progressisti e candidato al Consiglio regionale, nel collegio Calabria Centro, con lo schieramento guidato da Luigi de Magistris.

«Una delle principali mete turistiche della regione – aggiunge Lo Schiavo – non può permettersi il lusso di trovarsi, in piena estate, con un mare ai limiti della balneabilità, caratterizzato da colorazioni verdastre e dalla presenza di schiume poco invitanti, e in preda ai rifiuti sulle sue spiagge e per le strade. I turisti che hanno scelto di passare qui le loro vacanze, di fronte ad un simile spettacolo, scappano… e gli operatori, che hanno atteso con ansia la bella stagione per riprendere fiato dopo le privazioni dei mesi scorsi, ne escono con le ossa rotte. I problemi, tuttavia, sono tutt’altro che nuovi. Per questo lascia ancor più interdetti l’improvvisazione con cui vengono gestiti e l’incapacità degli Enti preposti nel prevenirli e affrontarli».

Lo Schiavo prosegue: «Non è un mistero che l’aumento delle presenze turistiche generi carichi che il sistema depurativo non sempre è in grado di sostenere. Com’è altrettanto prevedibile che, al netto delle disfunzioni del sistema regionale di smaltimento, i rifiuti aumentino a dismisura e con essi la necessità di garantire un servizio di raccolta più puntuale. Ma la Regione Calabria, cui è demandato il controllo del sistema depurativo, che fa? E il Comune di Pizzo, che dovrebbe mettere in atto le dovute contromisure per sostenere l’aumento della quantità di rifiuti prodotti, come affronta la questione? Per non parlare dei rappresentanti politici del territorio le cui prese di posizione, di fronte a problemi che investono direttamente i cittadini, scarseggiano se non latitano del tutto. A farne le spese – conclude Lo Schiavo -, purtroppo, sono sempre le stesse categorie: gli imprenditori che con sacrificio continuano ad investire nel territorio e i cittadini che ancora una volta vedono mortificate le più elementari regole di civiltà e calpestata ogni aspirazione di vivere in una regione normale».

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