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MILETO – La Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime non cambia. L’assemblea dei soci non accoglie le richieste del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo (approvate già dal consiglio di amministrazione) e lascia inalterato lo Statuto dell’ente ispirato dalla mistica di Paravati, principale frazione di Mileto, Natuzza Evolo. Un vero e proprio schiaffo al pastore della Diocesi che in più occasioni aveva ribadito come quanto da lui chiesto fosse frutto di specifiche indicazioni provenienti dalla Santa Sede. Uno scontro esploso in tutta la sua drammaticità lo scorso maggio in occasione della festa della Mamma, ma covato ormai da mesi nei rapporti tra presule e organi direttivi della Fondazione.

In quell’occasione il vescovo Renzo annunciò alle migliaia di fedeli giunte a Paravati la presenza di “perplessità” presso la Congregazione della Fede riguardo la causa di canonizzazione di Natuzza Evolo lasciando anche intendere come in questo momento delicato occorre prestare la massima attenzione a tutto ciò che ruota attorno alla figura della mistica deceduta il primo novembre 2009. Ma ormai, con la votazione di sabato dell’assemblea, la crisi si è manifestata in tutta la sua pericolosità per il futuro della Fondazione e per la stessa figura di Natuzza. Quel voto, infatti, potrebbe innescare adesso un devastante effetto domino con tra i primi tasselli a cadere quello legato al decreto episcopale che autorizza la Fondazione alla celebrazione di culto emanato dall’allora vescovo Domenico Tarcisio Cortese.

Senza contare il fatto che ad oggi, malgrado i lavori alla chiesa sognata da Natuzza siano ultimati da tempo, manca ancora la consacrazione del tempio mariano e il voto di sabato potrebbe ulteriormente allungare i tempi bloccando di fatto l’apertura della chiesa dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. A ciò si aggiunge che la gestione stessa del santuario costituisce momento di dialettica visto che dovrebbe essere firmato un apposito disciplinare per regolare i rapporti tra Fondazione e Diocesi affidando a quest’ultima la gestione spirituale e religiosa mentre lasciando la proprietà della struttura alla Fondazione. Tra i nodi che bloccano i rapporti tra diocesi e Fondazione c’è il testamento spirituale di Natuzza Evolo.

Attualmente il testo è parte integrante dello Statuto ma la modifica avrebbe dovuto rimuoverlo. E, altro elemento determinante, la modifica del Consiglio di Amministrazione della Fondazione con l’uscita del vescovo e del parroco di Paravati quali membri di diritto e l’ingresso di 3 componenti di nomina diretta del vescovo con relativo aumento del numero dei consiglieri da 9 ad 11. Modifiche condivise dal vescovo Renzo anche con la Santa Sede ma bocciate, per il momento, dall’assemblea che, salvo uno sparuto gruppo di soci, ha elevato un vero e proprio muro che rischia, a questo punto, di bloccare lo sviluppo di quel sogno nel segno dell’amore voluto da Natuzza. Intanto quest’oggi si svolgerà a Roccelletta di Borgia la rappresentazione dell’opera su Natuzza Evolo scritta dal vescovo (di cui diamo notizia nell’inserto Estate), un’occasione per ripercorrere la straordinaria esperienza della mistica e, magari, ripensare alla situazione che si è venuta a creare nella convinzione che in questo momento c’è bisogno di aperture, condivisioni e gesti di distensione e non di prove di forza e battaglie che potrebbero non avere alcun vincitore.

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